Immigrati. Unar: discrimina chi aumenta requisiti di legge
L'Unar, ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza e sull`origine etnica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha emanato una raccomandazione in cui richiama al rigoroso rispetto della parità di accesso alle prestazioni sociali di natura assistenziale anche per gli immigrati in Italia, sottolineando come "discrimina chi introduce requisiti aggiuntivi" per l'accesso alle prestazioni sociali assistenziali "rispetto a quelli già previsti dalla legge"."Se una determinata prestazione di assistenza sociale è prevista dalla legge statale o regionale e da altri provvedimenti statali, regionali o locali - è l'avvertimento contenuto nella raccomandazione- ad essa automaticamente accedono, oltre che i cittadini, anche gli stranieri extracomunitari indicati dall'art.41 del Testo Unico sull`Immigrazione".
L`Unar, infatti, ha reso noto di aver rilevato negli ultimi due anni "un crescente numero di provvedimenti amministrativi da parte degli enti locali volti a inserire surrettiziamente requisiti aggiuntivi quali quello di una residenza temporalmente protratta nel territorio nazionale o locale, al fine di pregiudicare la concreta possibilità di accesso ai servizi sociali ai cittadini extracomunitari che ne abbiano diritto secondo la normativa vigente, con una percentuale di istruttorie relative a questa fattispecie di discriminazioni superiore al 12% del totale".
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