Immigrato indiano bruciato. Napolitano e Fini: basta xenofobia. Maroni: con i clandestini bisogna essere cattivi
L'ultima, drammatica, aggressione a un immigrato indiano, a cui tre giovani laziali hanno dato fuoco, l'ha particolarmente scosso. Non sono piú episodi isolati, razzismo e xenofobia sono in crescita. Allora il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha deciso di intervenire e di lanciare un "forte appello" perchè "siamo dinanzi a episodi raccapriccianti che vanno ormai considerati non come fatti isolati ma come sintomi allarmanti di tendenze diffuse che sono purtroppo venute crescendo". "Rivolgo perció un forte appello a quanti hanno responsabilità istituzionali, culturali, educative perch, si impegnino fino in fondo per fermare qualsiasi manifestazione e rischio di xenofobia, di razzismo, di violenza".
Sulla stessa linea il presidente della Camera Gianfranco Fini secondo il quale il Paese "non puó permettersi in alcun modo di tollerare forme anche velate di discriminazione". Anzi, aggiunge Fini, "dobbiamo piuttosto offrire agli stranieri che vengono legalmente e lealmente a lavorare in Italia un chiaro quadro normativo, teso a favorire appieno la loro integrazione, il loro essere nuovi italiani". Intanto, nel pomeriggio, il presidente del Senato Renato Schifani si è recato in visita all'immigrato indiano aggredito e bruciato a Nettuno. "Gli abbiamo dato non solo la nostra solidarietà ma gli abbiamo promesso un lavoro per tirarlo sú e aiutarlo a reagire a questa grandissima sofferenza".
Un appello alla moderazione e alla serietà nel trattare le tematiche dell'immigrazione è giunto anche dalla maggioranza con l'ex ministro dell'Interno Beppe Pisanu che, in un'intervista al Corriere della Sera, si è detto preoccupato per il "clima di intolleranza" e ha attribuito chiare "responsabilità" al Carroccio. Pisanu è molto netto nel dare al premier Silvio Berlusconi un 'accorato' consiglio: "Non si puó affrontare il tema dell'immigrazione con l'orecchio teso alle voci delle osterie della Bassa padana. Il sonno della ragione genera mostri". Berlusconi, sottolinea Pisanu, "è un uomo senza pregiudizi" ma "subisce il peso condizionante della Lega". Le parole di Pisanu sono accolte da un coro bipartisan di apprezzamenti che vanno dal capogruppo in Senato dell'Udc Giampiero D'Alia alla presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro secondo la quale peró "le sue affermazioni equilibrate non sono purtroppo in sintonia con quelle espresse dalla maggioranza e dal governo".
Proprio il Senato diventerà il baricentro della discussione con l'esame, che riprende oggi pomeriggio, del ddl sulla sicurezza. Alla vigilia del dibattito è un cartello di associazioni cattoliche a fare appello al governo e ai senatori di tutti gli schieramenti per esprimere "viva apprensione" per alcune tra le norme proposte che, "se approvate, influiranno negativamente sulla vita e la dignità delle persone e persino sul bene della sicurezza che pure esse intenderebbero tutelare". Ma la maggioranza conta di portare a casa il provvedimento, che contiene, tra l'altro, il reato di immigrazione clandestina e prevede la cosiddetta 'tassa di soggiorno', oltre a un inasprimento delle pene per vari reati di allarme sociale, entro la fine della settimana. E se la Lega Nord con il ministro Roberto Calderoli chiede addirittura di sospendere per un determinato periodo il Trattato di Schengen sulla libera circolazione dei cittadini europei è il relatore del ddl Carlo Vizzini a spiegare che "a questo punto i gruppi parlamentari non possono piú presentare emendamenti". E l'altro relatore di maggioranza l'aennino Filippo Berselli osserva che "la Lega è un nostro alleato e le regole non vengono dettate da un alleato a un altro, ma dal buonsenso". Il ministro dell'Interno Roberto Maroni da parte sua è convinto che "per fermare l'immigrazione clandestina non serve il buonismo ma bisogna essere cattivi per affermare il rigore della legge". E' una risposta indiretta a Pisanu che taccia di essere "buonista". "Ho capito una cosa: questi vengono perchè è facile arrivare e nessuno li caccia. Ma proprio per questo abbiamo deciso di cambiare musica".
COMMENTI
Il Senato 'dimostri attenzione verso i diritti umani'. E' quanto chiede Amnesty International, in occasione dela ripresa a palazzo Madama dell'esame di diversi aspetti della futura legislazione in materia di immigrazione e asilo che, secondo la sezione italiana di Amnesty, 'potrebbero avere forti ripercussioni in tema di diritti umani'. Si tratta del ddl cosiddetto sulla 'sicurezza' (ddl n.733), e del ddl di ratifica del trattato con la Libia, 'punto di arrivo - e' detto in una nota - di un lungo percorso diplomatico scarsamente trasparente e poco attento al tema dei diritti' Secondo Amnesty, 'il ddl sulla sicurezza contiene restrizioni di varia natura che, se approvate, colpirebbero molti aspetti della vita quotidiana di migranti, richiedenti asilo e rifugiati. Tra le novita', sono previsti l'introduzione del reato di ingresso irregolare e il prolungamento fino a 18 mesi dei termini massimi di detenzione in un Centro di identificazione e espulsione (Cie), attualmente di 60 giorni'. Per Amnesty la 'previsione di una sanzione penale per l'ingresso irregolare costituisce un metodo di contrasto la cui funzionalita' e' tutta da dimostrare e puo' dare origine a specifiche violazioni dei diritti umani, soprattutto se inserita in un complessivo abbassamento delle garanzie'. Contrari anche per l'allungamento dei termini di detenzione dei migranti in attesa di espulsione.
'Per affermare il rigore della legge non bisogna essere ne' buoni ne' cattivi, bisogna esser seri dando alle forze dell'ordine gli strumenti necessari e cessando la propaganda', afferma Andrea Orlando, portavoce del Partito Democratico. 'Di questi giorni in cui la cattiveria non manca, pensiamo al tragico episodio di Nettuno, dal ministro Maroni ci aspettiamo piu' misura nell'utilizzo di parole che possono essere pericolose. In una sola giornata esponenti della maggioranza come Maroni e Pisanu hanno detto cose opposte: e' un altro segnale di divisione - conclude Orlando - su un argomento di grande importanza'.
'Non accetteremo mai provvedimenti che impediscano, direttamente o indirettamente, il libero accesso alle cure mediche per tutti: l'emendamento proposto dalla Lega al ddl sicurezza condiziona invece pesantemente il diritto alla salute per gli immigrati'. Lo dichiara Felice Belisario, presidente dei senatori Idv, affermando di voler aderire, insieme ai colleghi del Gruppo, all'appello di Medici Senza Frontiere e di altre associazioni. 'Durante il dibattito al Senato sul provvedimento in questione - assicura Belisario - faremo una dura battaglia al fine di contrastare questa pericolosa 'marginalizzazione' sanitaria. Infatti, la paura di una denuncia non farebbe altro che tenere lontano gli immigrati dal sistema sanitario nazionale, facendoli finire in rischiosi circuiti paralleli illegali mentre continuerebbero a proliferare pericolosissime malattie infettive contro cui negli ultimi anni si sono registrati importanti successi'. 'Solidarieta' e tutela della salute - conclude Belisario - sono elementi essenziali di uno Stato di diritto. E' ora che la Lega se ne renda conto'.
Per riprendere una frase di Giovanni Paolo II le associazioni cattoliche si dicono 'indignate moralmente' per le misure che il governo si accinge a varare in tema di immigrazione e sicurezza. Anche perche' 'gli ultimi episodi di cronaca che hanno riguardato gli immigrati sono anche il frutto di un clima culturale presente da tempo nel nostro Paese'. Ecco perche', insieme, le associazioni si sono riunite e hanno inviato proposte ai senatori della Repubblica. Secondo Sant'Egidio, Acli, Centro Astalli e Comunita' Giovanni XXIII 'il disegno di legge sulla sicurezza ricade pesantemente sulla vita degli immigrati perche' limita gravemente i diritti della famiglia, prevedendo l'incapacita' al matrimonio con effetti civili per lo straniero privo di permesso di soggiorno'. Inoltre viene introdotto 'il reato di ingresso e permanenza illegale' e prevede che 'la detenzione dei migranti irregolari nei centri di identificazione per l'espulsione potra' giungere fino a 18 mesi'. Non solo: si prevede 'sia per i residenti italiani che per stranieri regolari il divieto di iscrizione anagrafica in mancanza della disponibilita' di un alloggio dotato di idonea certificazione dei requisiti igienico-sanitari, relegando le persone senza fissa dimora in uno speciale registro presso il ministero dell'Interno'.
Le linee guida per la normativa in tema di immigrazione in discussione in Parlamento risultano univocamente orientate ad una politica del rifiuto dell'immigrazione, dell'immigrazione tout court e non solo di quella irregolare. E' questa la presa di posizione di Antigone, l'associazione nazionale giuristi democratici, l'associazione studi giuridici sull'immigrazione, magistratura democratica che hanno stilato un documento che contiene osservazioni critiche sulla legge 733/s in materia di immigrazione. Per Angelo Caputo, di magistratura democratica che ha illustrato il documento alla fondazione Basso, la normativa in discussione pone un ulteriore drastica esasperazione delle torsioni delle garanzie costituzionali". Si tratta di regole destinate "ad incidere pesantemente sulle liberta' fondamentali del migrante come l'incriminazione della condizione del migrante irregolare, l'abnorme dilatazione della detenzione amministrativa e l'ennesima stretta sui reati previsti". Per Caputo "grave allarme suscita la proposta avanzata in alcuni emendamenti al testo del ddl 733 licenziato dalle commissioni parlamentari, di modificare l'articolo 35 abrogando il comma 5. Se accolte, le proposte allontanerebbero i migranti irregolari dalle cure sanitarie, in evidente tensione con il carattere universale e fondamentale del diritto alla salute". Anche Stefano Rodota', ex-garante della privacy, ha preso posizione su questo tema sostenendo che si tratta di un emendamento intollerabile priverebbe gli "immigrati del diritto alla salute negando quindi il piu' fondamentale dei diritti fondamentali quindi producendo clandestinita' e favorendo la nascita di circuiti medici paralleli".
"Il Pd e' pronto alle barricate contro un emendamento incivile, che cancella una norma civilissima". Livia Turco partecipa alla manifestazione di 'Medici senza frontiere' davanti a Montecitorio contro l'emendamento al pacchetto sicurezza che elimina il divieto di segnalazione di immigrati non regolari, che accedono al servizio sanitario nazionale. L'ex ministro della Salute annuncia battaglia: "La nostra proposta e' quella di lasciare la norma che c'e' e che ha funzionato, tutelando le persone piu' fragili". Insomma, attacca Turco, "non si capisce quale vantaggio avrebbe l'Italia a mettere a repentaglio la salute di tutte le persone". Sul piano piu' politico, Turco ricorda le parole di Fini e Pisanu, che "hanno invitato a non farsi travolgere dalla propaganda leghista. Mi auguro- chiude- che prevalga la saggezza".
Eliminare il principio di non segnalazione degli immigrati irregolari da parte delle strutture sanitarie e' un provvedimento che va contro i principi della Costituzione e che metterebbe in pericolo anche i cittadini italiani. Lo dice Ignazio Marino, senatore del Pd, a proposito dell'emendamento al pacchetto sicurezza andra' al voto a Palazzo Madama. 'Quello della segnalazione dei clandestini - spiega Marino, che ha partecipato alla fiaccolata di Medici senza frontiere davanti a Montecitorio - e' un esperimento gia' fatto in California nel '94, provocando la morte di alcuni immigrati irregolari e la ribellione di tutto il mondo medico e della popolazione fino ad essere ritirato'. Inoltre, non rispetta l'articolo 32 della Costituzione, 'che prevede il diritto alla salute per tutti gli individui, non solo per i 'cittadini''. Le persone ammalate senza documenti in regola, aggiunge l'esponente del Pd, non solo 'tenderanno a rivolgersi altrove invece che al sistema sanitario nazionale', ma senza cure adeguate rischieranno di 'contagiare attraverso batteri resistenti, anche i cittadini italiani. Quindi, anche facendo la scelta egoistica di non accogliere lo straniero che soffre si mette a rischio la salute di tutti'. Per questo Marino si augura che 'la maggioranza ritiri ragionevolmente l'emendamento, oppure che venga sonoramente bocciato dall'Aula'.
Sulla stessa linea il presidente della Camera Gianfranco Fini secondo il quale il Paese "non puó permettersi in alcun modo di tollerare forme anche velate di discriminazione". Anzi, aggiunge Fini, "dobbiamo piuttosto offrire agli stranieri che vengono legalmente e lealmente a lavorare in Italia un chiaro quadro normativo, teso a favorire appieno la loro integrazione, il loro essere nuovi italiani". Intanto, nel pomeriggio, il presidente del Senato Renato Schifani si è recato in visita all'immigrato indiano aggredito e bruciato a Nettuno. "Gli abbiamo dato non solo la nostra solidarietà ma gli abbiamo promesso un lavoro per tirarlo sú e aiutarlo a reagire a questa grandissima sofferenza".
Un appello alla moderazione e alla serietà nel trattare le tematiche dell'immigrazione è giunto anche dalla maggioranza con l'ex ministro dell'Interno Beppe Pisanu che, in un'intervista al Corriere della Sera, si è detto preoccupato per il "clima di intolleranza" e ha attribuito chiare "responsabilità" al Carroccio. Pisanu è molto netto nel dare al premier Silvio Berlusconi un 'accorato' consiglio: "Non si puó affrontare il tema dell'immigrazione con l'orecchio teso alle voci delle osterie della Bassa padana. Il sonno della ragione genera mostri". Berlusconi, sottolinea Pisanu, "è un uomo senza pregiudizi" ma "subisce il peso condizionante della Lega". Le parole di Pisanu sono accolte da un coro bipartisan di apprezzamenti che vanno dal capogruppo in Senato dell'Udc Giampiero D'Alia alla presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro secondo la quale peró "le sue affermazioni equilibrate non sono purtroppo in sintonia con quelle espresse dalla maggioranza e dal governo".
Proprio il Senato diventerà il baricentro della discussione con l'esame, che riprende oggi pomeriggio, del ddl sulla sicurezza. Alla vigilia del dibattito è un cartello di associazioni cattoliche a fare appello al governo e ai senatori di tutti gli schieramenti per esprimere "viva apprensione" per alcune tra le norme proposte che, "se approvate, influiranno negativamente sulla vita e la dignità delle persone e persino sul bene della sicurezza che pure esse intenderebbero tutelare". Ma la maggioranza conta di portare a casa il provvedimento, che contiene, tra l'altro, il reato di immigrazione clandestina e prevede la cosiddetta 'tassa di soggiorno', oltre a un inasprimento delle pene per vari reati di allarme sociale, entro la fine della settimana. E se la Lega Nord con il ministro Roberto Calderoli chiede addirittura di sospendere per un determinato periodo il Trattato di Schengen sulla libera circolazione dei cittadini europei è il relatore del ddl Carlo Vizzini a spiegare che "a questo punto i gruppi parlamentari non possono piú presentare emendamenti". E l'altro relatore di maggioranza l'aennino Filippo Berselli osserva che "la Lega è un nostro alleato e le regole non vengono dettate da un alleato a un altro, ma dal buonsenso". Il ministro dell'Interno Roberto Maroni da parte sua è convinto che "per fermare l'immigrazione clandestina non serve il buonismo ma bisogna essere cattivi per affermare il rigore della legge". E' una risposta indiretta a Pisanu che taccia di essere "buonista". "Ho capito una cosa: questi vengono perchè è facile arrivare e nessuno li caccia. Ma proprio per questo abbiamo deciso di cambiare musica".
COMMENTI
Il Senato 'dimostri attenzione verso i diritti umani'. E' quanto chiede Amnesty International, in occasione dela ripresa a palazzo Madama dell'esame di diversi aspetti della futura legislazione in materia di immigrazione e asilo che, secondo la sezione italiana di Amnesty, 'potrebbero avere forti ripercussioni in tema di diritti umani'. Si tratta del ddl cosiddetto sulla 'sicurezza' (ddl n.733), e del ddl di ratifica del trattato con la Libia, 'punto di arrivo - e' detto in una nota - di un lungo percorso diplomatico scarsamente trasparente e poco attento al tema dei diritti' Secondo Amnesty, 'il ddl sulla sicurezza contiene restrizioni di varia natura che, se approvate, colpirebbero molti aspetti della vita quotidiana di migranti, richiedenti asilo e rifugiati. Tra le novita', sono previsti l'introduzione del reato di ingresso irregolare e il prolungamento fino a 18 mesi dei termini massimi di detenzione in un Centro di identificazione e espulsione (Cie), attualmente di 60 giorni'. Per Amnesty la 'previsione di una sanzione penale per l'ingresso irregolare costituisce un metodo di contrasto la cui funzionalita' e' tutta da dimostrare e puo' dare origine a specifiche violazioni dei diritti umani, soprattutto se inserita in un complessivo abbassamento delle garanzie'. Contrari anche per l'allungamento dei termini di detenzione dei migranti in attesa di espulsione.
'Per affermare il rigore della legge non bisogna essere ne' buoni ne' cattivi, bisogna esser seri dando alle forze dell'ordine gli strumenti necessari e cessando la propaganda', afferma Andrea Orlando, portavoce del Partito Democratico. 'Di questi giorni in cui la cattiveria non manca, pensiamo al tragico episodio di Nettuno, dal ministro Maroni ci aspettiamo piu' misura nell'utilizzo di parole che possono essere pericolose. In una sola giornata esponenti della maggioranza come Maroni e Pisanu hanno detto cose opposte: e' un altro segnale di divisione - conclude Orlando - su un argomento di grande importanza'.
'Non accetteremo mai provvedimenti che impediscano, direttamente o indirettamente, il libero accesso alle cure mediche per tutti: l'emendamento proposto dalla Lega al ddl sicurezza condiziona invece pesantemente il diritto alla salute per gli immigrati'. Lo dichiara Felice Belisario, presidente dei senatori Idv, affermando di voler aderire, insieme ai colleghi del Gruppo, all'appello di Medici Senza Frontiere e di altre associazioni. 'Durante il dibattito al Senato sul provvedimento in questione - assicura Belisario - faremo una dura battaglia al fine di contrastare questa pericolosa 'marginalizzazione' sanitaria. Infatti, la paura di una denuncia non farebbe altro che tenere lontano gli immigrati dal sistema sanitario nazionale, facendoli finire in rischiosi circuiti paralleli illegali mentre continuerebbero a proliferare pericolosissime malattie infettive contro cui negli ultimi anni si sono registrati importanti successi'. 'Solidarieta' e tutela della salute - conclude Belisario - sono elementi essenziali di uno Stato di diritto. E' ora che la Lega se ne renda conto'.
Per riprendere una frase di Giovanni Paolo II le associazioni cattoliche si dicono 'indignate moralmente' per le misure che il governo si accinge a varare in tema di immigrazione e sicurezza. Anche perche' 'gli ultimi episodi di cronaca che hanno riguardato gli immigrati sono anche il frutto di un clima culturale presente da tempo nel nostro Paese'. Ecco perche', insieme, le associazioni si sono riunite e hanno inviato proposte ai senatori della Repubblica. Secondo Sant'Egidio, Acli, Centro Astalli e Comunita' Giovanni XXIII 'il disegno di legge sulla sicurezza ricade pesantemente sulla vita degli immigrati perche' limita gravemente i diritti della famiglia, prevedendo l'incapacita' al matrimonio con effetti civili per lo straniero privo di permesso di soggiorno'. Inoltre viene introdotto 'il reato di ingresso e permanenza illegale' e prevede che 'la detenzione dei migranti irregolari nei centri di identificazione per l'espulsione potra' giungere fino a 18 mesi'. Non solo: si prevede 'sia per i residenti italiani che per stranieri regolari il divieto di iscrizione anagrafica in mancanza della disponibilita' di un alloggio dotato di idonea certificazione dei requisiti igienico-sanitari, relegando le persone senza fissa dimora in uno speciale registro presso il ministero dell'Interno'.
Le linee guida per la normativa in tema di immigrazione in discussione in Parlamento risultano univocamente orientate ad una politica del rifiuto dell'immigrazione, dell'immigrazione tout court e non solo di quella irregolare. E' questa la presa di posizione di Antigone, l'associazione nazionale giuristi democratici, l'associazione studi giuridici sull'immigrazione, magistratura democratica che hanno stilato un documento che contiene osservazioni critiche sulla legge 733/s in materia di immigrazione. Per Angelo Caputo, di magistratura democratica che ha illustrato il documento alla fondazione Basso, la normativa in discussione pone un ulteriore drastica esasperazione delle torsioni delle garanzie costituzionali". Si tratta di regole destinate "ad incidere pesantemente sulle liberta' fondamentali del migrante come l'incriminazione della condizione del migrante irregolare, l'abnorme dilatazione della detenzione amministrativa e l'ennesima stretta sui reati previsti". Per Caputo "grave allarme suscita la proposta avanzata in alcuni emendamenti al testo del ddl 733 licenziato dalle commissioni parlamentari, di modificare l'articolo 35 abrogando il comma 5. Se accolte, le proposte allontanerebbero i migranti irregolari dalle cure sanitarie, in evidente tensione con il carattere universale e fondamentale del diritto alla salute". Anche Stefano Rodota', ex-garante della privacy, ha preso posizione su questo tema sostenendo che si tratta di un emendamento intollerabile priverebbe gli "immigrati del diritto alla salute negando quindi il piu' fondamentale dei diritti fondamentali quindi producendo clandestinita' e favorendo la nascita di circuiti medici paralleli".
"Il Pd e' pronto alle barricate contro un emendamento incivile, che cancella una norma civilissima". Livia Turco partecipa alla manifestazione di 'Medici senza frontiere' davanti a Montecitorio contro l'emendamento al pacchetto sicurezza che elimina il divieto di segnalazione di immigrati non regolari, che accedono al servizio sanitario nazionale. L'ex ministro della Salute annuncia battaglia: "La nostra proposta e' quella di lasciare la norma che c'e' e che ha funzionato, tutelando le persone piu' fragili". Insomma, attacca Turco, "non si capisce quale vantaggio avrebbe l'Italia a mettere a repentaglio la salute di tutte le persone". Sul piano piu' politico, Turco ricorda le parole di Fini e Pisanu, che "hanno invitato a non farsi travolgere dalla propaganda leghista. Mi auguro- chiude- che prevalga la saggezza".
Eliminare il principio di non segnalazione degli immigrati irregolari da parte delle strutture sanitarie e' un provvedimento che va contro i principi della Costituzione e che metterebbe in pericolo anche i cittadini italiani. Lo dice Ignazio Marino, senatore del Pd, a proposito dell'emendamento al pacchetto sicurezza andra' al voto a Palazzo Madama. 'Quello della segnalazione dei clandestini - spiega Marino, che ha partecipato alla fiaccolata di Medici senza frontiere davanti a Montecitorio - e' un esperimento gia' fatto in California nel '94, provocando la morte di alcuni immigrati irregolari e la ribellione di tutto il mondo medico e della popolazione fino ad essere ritirato'. Inoltre, non rispetta l'articolo 32 della Costituzione, 'che prevede il diritto alla salute per tutti gli individui, non solo per i 'cittadini''. Le persone ammalate senza documenti in regola, aggiunge l'esponente del Pd, non solo 'tenderanno a rivolgersi altrove invece che al sistema sanitario nazionale', ma senza cure adeguate rischieranno di 'contagiare attraverso batteri resistenti, anche i cittadini italiani. Quindi, anche facendo la scelta egoistica di non accogliere lo straniero che soffre si mette a rischio la salute di tutti'. Per questo Marino si augura che 'la maggioranza ritiri ragionevolmente l'emendamento, oppure che venga sonoramente bocciato dall'Aula'.
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