Immigrazione, accordo Ue-Libia.. ma ci sono problemi di soldi
L'Unione europea e la Libia hanno raggiunto un accordo di cooperazione che rappresenta - secondo la Commissione Ue - 'una tappa molto importante nelle relazioni tra Ue e Tripoli e che apre le porte ad una vera cooperazione concreta' anche sul tema dell'immigrazione. Ma proprio mentre i commissari Ue Cecilia Malmstrom e Stefan Fule erano a Tripoli per siglare un accordo che - tra l'altro - offre 60 milioni di euro 'per migliorare le strutture sanitarie, favorire lo sviluppo delle Pmi libiche e contribuire alla modernizzazione della pubblica amministrazione libica' nel triennio 2011-2013, il ministro degli esteri di Tripoli, Moussa Koussa, ha colto l'occasione per rilanciare la richiesta di '5 miliardi l'anno' per 'fermare definitivamente' l'immigrazione clandestina che parte dalla coste libiche ed invade l'Europa.La richiesta di 5 miliardi l'anno ribadisce quanto detto da Muammar Gheddafi a fine agosto durante una visita in Italia. I commissari europei hanno evitato qualsiasi commento, limitandosi ad osservare che l'accordo raggiunto oggi comporta l'apertura di un ufficio della Ue a Tripoli entro la fine dell'anno e che l'intesa si sviluppa su cinque punti.
1) Dialogo e cooperazione panafricana: piu' fondi per i paesi dai quali partono i flussi migratori, scambio di informazioni sulla tratta di esseri umani, lancio di campagne informative, sviluppo di progetti nell'africa subsahariana.
2) Mobilita': possibilita' di facilitare la concessione di visti di breve soggiorno per i cittadini libici nello spazio Schengen, con ipotesi di abolizione in futuro della necessita' di visto per i cittadini Ue in entrata in Libia.
3) Gestione efficace dei flussi migratori: sostegno delle capacita' libiche per l'assistenza degli emigranti clandestini e per la loro eventuale formazione al lavoro, con previsione di regimi di accoglienza ed assistenza adeguati agli standard internazionali e possibile offerta di assistenza per rientri volontari dei clandestini intercettati, riammessi o rispediti dalle autorita' libiche.
4) Controllo delle frontiere: rinforzo dei controlli contro gli ingressi irregolari dalle frontiere meridionali della Libia, con condivisione di informazioni e cooperazione per il pattugliamento delle frontiere.
5) Protezione internazionale: sostegno alla Libia per gestire le richieste di asilo in linea con gli standard internazionali e aiuto per il riconoscimento dei requisiti per la concessione dello status di rifugiato, da accogliere successivamente in uno dei paesi membri della Ue.
'La Ue non ha da dare alla Libia i 5 miliardi di euro' chiesti dal colonnello Muhammar Gheddafi nell'agosto scorso a Roma per 'fermare definitivamente' l'immigrazione clandestina che dalle coste libiche si riversa in Europa. Lo ha detto il commissario europeo agli affari interni e sicurezza Cecilia Malmostrom.
'Cinque miliardi di euro sono la totalita' di quanto viene donato dalla Ue all'Africa' e quindi 'la Ue non li ha da dare alla Libia', ha detto la Malmstrom a proposito della richiesta del colonnello Gheddafi ribadita ieri a Tripoli dal ministro degli esteri libico Moussa Koussa.
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