Immigrazione, Amnesty International contro Atene
Nel rapporto 'Grecia: migranti irregolari e richiedenti asilo detenuti abitualmente in condizioni inadeguate' diffuso oggi, Amnesty International chiede alle autorita' di Atene di "rivedere immediatamente la loro politica di imprigionare migranti irregolari e richiedenti asilo, compresi molti minori non accompagnati". Il rapporto dell'organizzazione per la tutela dei diritti umani documenta il trattamento subito dai migranti, molti dei quali sono detenuti "in pessime condizioni nei posti di polizia di frontiera e nei centri di detenzione per migranti con possibilita' scarse se non inesistenti di accedere all'assistenza sanitaria, sociale e legale", si legge nel documento. "I richiedenti asilo e i migranti irregolari non sono criminali", ha sottolineato Nicola Duckworth, direttrice del Programma Europa e Asia centrale di Amnesty, "invece le autorita' greche li trattano come tali ignorandone i diritti ai sensi del diritto internazionale. Al momento i migranti vengono detenuti automaticamente, senza neanche considerare se tale misura sia necessaria. La detenzione sulla base della loro condizione di irregolarita' dovrebbe essere sempre una misura da applicare come ultima istanza". La detenzione prima dell'espulsione puo' durare fino a sei mesi per i richiedenti asilo e i migranti irregolari. Inoltre, sottolinea Amnesty, la legge greca considera reato l'ingresso e l'uscita irregolari nel e dal paese.Decine di migliaia di migranti irregolari e richiedenti asilo arrivano in Grecia ogni anno. La maggior parte di loro raggiunge il Paese via terra e via mare attraverso la Turchia.
Sono per lo piu' afghani, eritrei, iracheni, palestinesi e somali. "Dopo un viaggio spesso pericoloso, i migranti finiscono in centri di detenzione senza la possibilita' di avere accesso ad avvocati, interpreti o assistenti sociali", denuncia Duckworth, "di conseguenza la loro situazione non viene valutata correttamente e molti di quelli che necessitano di una protezione internazionale possono essere rinviati nei luoghi da dove sono fuggiti, mentre altri possono essere privati delle cure e del supporto appropriati".
I migranti irregolari e i richiedenti asilo non vengono informati circa la durata della loro detenzione o sul loro futuro. Possono essere trattenuti per lunghi periodi di tempo in strutture sovraffollate dove i minori non accompagnati sono detenuti insieme agli adulti, con accesso limitato all'assistenza medica e ai prodotti per l'igiene. Pochi richiedenti asilo e migranti irregolari sono riconosciuti come rifugiati dalle autorita' greche. Delle oltre 30.000 richieste d'asilo esaminate nel 2009, solo 36 sono state accolte, e a 128 persone e' stata accordata una protezione sussidiaria. Nella maggior parte delle strutture detentive visitate da Amnesty le condizioni variano da "inadeguate" a "molto negative". I detenuti hanno raccontato casi di maltrattamenti da parte di guardia costiera e polizia. La lunghezza dei tempi e le dure condizioni di detenzione hanno spinto i migranti irregolari e i richiedenti asilo a organizzare proteste a Venna e sull'isola di Samos. "La detenzione non puo' essere usata come mezzo per controllare la migrazione", ha sottolineato ancora Nicola Duckwort, "spetta alle autorita' l'onere di dimostrare in ogni singolo caso che tale detenzione e' necessaria e proporzionata all'obiettivo da raggiungere e che le alternative disponibili non sono efficaci". Amnesty ritiene che i piani delle autorita' greche per istituire centri di identificazione dovrebbero includere approcci "alternativi", considerando ad esempio l'istituzione di centri aperti o semi-aperti per coloro che arrivano nel paese. Le autorita' devono assicurare che i migranti irregolari e i richiedenti asilo abbiano accesso gratuito a interpreti, assistenza medica e legale.
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