Lunedì 8 giugno 2026
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Immigrazione, barcone con 150 persone sulla costa di Latina

U.E. - ITALIA
Notizia ·
E' di origine palestinese il peschereccio di venti metri arenatosi questa mattina all'alba sulla costa di Latina. A confermare questa tesi sarebbero stati alcuni degli oltre 150 clandestini a bordo, gia' identificati dai carabinieri che per primi si sono recati al lido dei pescatori in localita' Capoportiere, sulla costa pontina.
A dare l'allarme un peschereccio italiano che avrebbe riferito alla Guardia costiera di aver incrociato sulla propria rotta il barcone con a bordo i clandestini diretto verso la riva di Capoportiere in evidente stato di difficolta'. Una volta a riva, pero', molti dei clandestini si sono dati alla fuga facendo perdere le proprie tracce. Da qualche minuto si e' portato sul posto anche un elicottero delle forze dell'ordine che sta perlustrando la zona dall'alto.
I circa 150 immigrati sono sbarcati questa mattina intorno alle 6 a Capoportiere, provenienti molto probabilmente dal Pakistan e dopo aver viaggiato per giorni e giorni a bordo di un peschereccio e di un gommone.
Molti di loro hanno fatto perdere le loro tracce appena toccato terra, una quindicina sono stati rintracciati da polizia e carabinieri grazie alle testimonianze di alcune persone. Si tratta del primo sbarco del genere in provincia di Latina. E' ancora in corso da parte delle forze dell'ordine la perquisizione dei due mezzi natanti con i quali sono arrivati i clandestini. Attualmente motovedette della Guardia di finanza, dei Carabinieri, dei Vigili del Fuoco e della Guardia Costiera stanno perlustrando l'area in cerca di eventuali altri clandestini riusciti a fuggire approdando in altre zone lungo il litorale pontino.

"Bisognera' aspettare un prossimo sbarco a Ostia perche' l'attuale governo smetta di fare proclami e intervenga seriamente per colpire le organizzazioni criminali che prosperano sulla pelle dei migranti in fuga da poverta' e guerre?": se lo chiede Marco Pacciotti, coordinatore forum immigrazione del Pd, secondo il quale "lo sbarco a Latina conferma quanto gia' detto dall'associazionismo e da chi opera in aiuto di coloro che arrivano in Italia, seguendo le rotte dei trafficanti di uomini, ovvero la capacita' da parte delle organizzazioni criminali di cambiare rapidamente percorsi e modalita' per portare sulle nostre coste donne e uomini in cerca di una vita migliore".
"I recenti roboanti proclami sul quasi azzeramento degli sbarchi, fatti da Berlusconi a Camera e Senato - aggiunge - vengono nei fatti smentiti per l'ennesima volta. I nuovi approdi in Puglia, Calabria e Sardegna e oggi a Latina ribadiscono i fallimenti e le responsabilita' di questo esecutivo. Il blocco dei flussi attuato ormai dal 1 gennaio 2009 (fatta eccezione per il lavoro stagionale), l'assenza di un piano triennale di programmazione dei flussi e la inconcludenza sul piano degli accordi bilaterali con i paesi di emigrazione o transito, sono infatti le pre-condizioni affinche' questo fenomeno degli sbarchi illegali prosperi. Per questo e' necessario voltare pagina, iniziando con una seria programmazione dei flussi che coinvolga gli attori istituzionali e le forze sociali, attivandoci per concludere nuovi accordi bilaterali internazionali che tutelino i migranti e combattano i trafficanti". "Si tratta quindi 'semplicemente' di ristabilire i canali ufficiali per una migrazione nella legalita', in grado di essere accolta dal nostro Paese" conclude.

E' 'prematuro pensare che lo sbarco a Latina rappresenti una nuova rotta'' per i migranti che vogliono raggiungere l'Europa, ma e' altrettanto evidente che l'accordo tra l'Italia e la Libia 'non puo' fermare i flussi migratori nell'intero bacino del Mediterraneo'. Cosi' il portavoce italiano dell'Alto commissariato per i rifugiati dell'Onu (Unhcr) Laura Boldrini commenta il primo sbarco di immigrati a Latina.
Qualsiasi accordo bilaterale tra stati per il contrasto all'immigrazione irregolare, spiega l'Unhcr, puo' causare il cambiamento delle rotte seguite dai migranti. E' presto, comunque, per dire che quella di Latina sia una nuova rotta: bisogna attendere che vi siano eventuali altri sbarchi prima di poter avere un quadro chiaro della situazione.
Quel che e' certo, sottolinea l'Unhcr e' che l'accordo tra l'Italia e la Libia ha frenato in maniera drastica le partenze dalla Libia, dove si concentravano in prevalenza somali, eritrei e sudanesi e nigeriani. Ed e' altrettanto evidente che si sono intensificati gli sbarchi sulle coste pugliesi e calabresi, ma a sbarcare sono afghani, iracheni, curdi di varie nazionalita' e iraniani. La Sardegna, invece - dove anche quest'estate ci sono stati una serie di sbarchi - e' la meta scelta dai magrebini, che partono generalmente dall'Algeria.
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