Immigrazione, Berlusconi: i portavoce Ue non mi critichino o blocchero' le istituzioni europee
I portavoce e commissari Ue devono "tacere", altrimenti "l'Italia porra' il suo veto a qualsiasi decisione bloccando i lavori del Consiglio". Silvio Berlusconi arriva a Danzica nel giorno in cui i leader mondiali ricordano l'attacco tedesco alla Polonia che 70 anni fa scateno' la II Guerra Mondiale e innesca una dura polemica con Bruxelles, che pochi giorni fa aveva chiesto chiarimenti al nostro Paese sul tema dell'immigrazione. Nel pomeriggio poi, il premier apre di nuovo il fronte con Repubblica, con un attacco diretto all'editore e al direttore del quotidiano: "le dieci domande? sono insolenti, offensive e diffamanti. Se non venissero da un super partito politico che ha un editore svizzero e un direttore evasore fiscale, avrei risposto". Berlusconi raggiunge la citta' polacca all'ora di pranzo, si ferma a rispondere alle domande dei cronisti su tutte le questioni di piu' stretta attualita'. A cominciare dalla polemica con la Libia sulle Frecce Tricolori: "la scia sara' bianca, rossa e verde - chiarisce - altrimenti le Frecce non si esibiranno". Il premier torna sulla questione Giornale-Avvenire, definisce "diatribe giornalistiche" le vicende degli ultimi giorni", ripete "il governo non ha alcuna responsabilita'" e sottolinea che "non c'e' nessuna distanza tra palazzo Chigi e S.Sede: il dialogo c'e' sempre stato ed e' quotidiano". Ma sull'iter parlamentare del testamento biologico che sta a cuore al Vaticano, chiarisce il premier, "sara' lasciata liberta' di coscienza, perche' e' un tema troppo importante". Berlusconi si scalda quando si solleva il tema immigrati e si ricorda la richiesta di chiarimento da parte dell'Unione Europea al governo italiano. "Non e' vero - dice - si strumentalizzano solo delle dichiarazioni di portvoce". Poi attacca: "la mia sara' una posizione decisa e precisa: non daremo piu' il nostro voto, bloccando il funzionamento del Consiglio, se non si decidera' di far tacere i portavoce dei Commissari o i commissari. Solo al presidente della Commissione e al suo portavoce deve essere consentito di intervenire". E chi non dovesse rispettare queste regole, continua, "deve essere dimissionato in maniera definitiva".
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