Immigrazione, Cassazione: no a giustizia discriminatoria contro extracomunitari
Vietato infierire sugli immigrati che delinquono solo perche' extracomunitari. Il monito arriva dalla Cassazione che invita i colleghi a non stilare giudizi inflessibili sugli immigrati frutto di preconcetti. In questo modo piazza Cavour ha accolto, relativamente alla mancata concessione della sospensione condizionale della pena, il ricorso di un immigrato 32enne, Genci L., residente a La Spezia, condannato ad 1 anno di reclusione e a 400 euro di multa per tentato furto di un'auto, con l'aggravante della violenza sulla cosa. Sia il Tribunale di La Spezia, nel febbraio 2006, sia la Corte d'appello di Genova, due anni dopo, avevano confermato la linea dura nei confronti dell'immigrato sulla base del fatto che, nonostante la sua incensuratezza, era un "cittadino extracomunitario privo di validi referenti sul territorio nazionale ed in particolare di stabile attivita' lavorativa" il che portava a ritenere "non presumibile che l'imputato si astenga dal commettere altri reati".
Contro questo duplice verdetto che negava la sospensione condizionale della pena, la difesa dell'extracomunitario ha fatto ricorso in Cassazione sulla base del fatto che Genci L. era incensurato e che a La Spezia aveva una "stabile attivita'" lavorativa presso un cantiere navale. La Quarta sezione penale - sentenza 31398 - ha accolto sul punto il ricorso di Genci L. bacchettando la Corte di merito che "ha fondato il suo giudizio negativo, nonostante la incensuratezza dell'imputato, sul pericolo di recidiva riconnesso al fatto che egli non aveva validi referenti sul territorio e una stabile attivita' lavorativa".
Invece, rileva la Cassazione, nel corso del giudizio "e' emerso che Genci L. aveva una occupazione presso la Trade company" e che gli ufficiali della Marina Militare italiana avevano espresso "giudizi di conoscenza dell'imputato e di apprezzamento della sua attivita' lavorativa". Sara' ora la Corte d'appello di Genova a rioccuparsi della mancata concessione della sospensione condizionale della pena per l'immigrato.
Contro questo duplice verdetto che negava la sospensione condizionale della pena, la difesa dell'extracomunitario ha fatto ricorso in Cassazione sulla base del fatto che Genci L. era incensurato e che a La Spezia aveva una "stabile attivita'" lavorativa presso un cantiere navale. La Quarta sezione penale - sentenza 31398 - ha accolto sul punto il ricorso di Genci L. bacchettando la Corte di merito che "ha fondato il suo giudizio negativo, nonostante la incensuratezza dell'imputato, sul pericolo di recidiva riconnesso al fatto che egli non aveva validi referenti sul territorio e una stabile attivita' lavorativa".
Invece, rileva la Cassazione, nel corso del giudizio "e' emerso che Genci L. aveva una occupazione presso la Trade company" e che gli ufficiali della Marina Militare italiana avevano espresso "giudizi di conoscenza dell'imputato e di apprezzamento della sua attivita' lavorativa". Sara' ora la Corte d'appello di Genova a rioccuparsi della mancata concessione della sospensione condizionale della pena per l'immigrato.
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