Immigrazione, Comune di Bologna vieta l'asilo ai bimbi 'clandestini'
Protestano i sindacati Cgil-Cisl-Uil e quello di base Rdb, protesta la responsabile scuola del Pd nazionale, Francesca Puglisi. Proprio non va giu' la scelta commissariale di ammettere nuove iscrizioni agli asili nido del Comune di Bologna solo per i figli degli immigrati regolari, a differenza di comuni limitrofi o di altri capoluoghi che continueranno ad accogliere tutti i bambini.
Il delegato alla scuola del commissario prefettizio Anna Maria Cancellieri applica la legge sulla sicurezza 94/2009 per questa prestazione scolastica non obbligatoria (0-3 anni), ma la scelta 'non trova d'accordo' i sindacati confederali, di categoria, dei pensionati che, come del resto lamenta anche Rdb, criticano l'assenza di confronto tra le parti sociali, oltre a 'una lettura forzata e oggettivamente restrittiva di una legge', visto che diverse altre amministrazioni comunali - ricordano - 'non richiedono il permesso di soggiorno, confortate in cio' anche dal parere loro espresso dal Ministero degli Interni circa il diritto dei minori alla formazione ed istruzione'.
Cgil, Cisl e Uil sollecitano alla gestione commissariale 'un orientamento coerente con cio' e, quindi, con la cultura dei servizi che connota la citta''. Il sindacato di base Rdb rincara la dose, con 'stupore e indignazione', per 'una decisione che nega le pari opportunita' ai bambini e alle famiglie e ha un sapore razzista, per noi inaccettabile'. Rdb sostiene cosi' 'la presa di posizione che diverse lavoratrici dei nidi stanno prendendo contro la decisione'.
Anche Puglisi Pd ricorda quanto precisato all'amministrazione torinese dal Ministero dell'Interno 'attraverso il suo Prefetto: 'i minori stranieri presenti sul territorio indipendentemente dalla titolarita' di un permesso di soggiorno hanno diritto all'istruzione''. Senza contare la Convenzione Onu sui diritti del fanciullo (gli Stati devono garantire la formazione 'a tutti i minori, senza discriminazioni') e dal Protocollo addizionale alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo: 'Il diritto all'istruzione non puo' essere rifiutato ad alcuno'. Puglisi auspica poi che 'la Chiesa sappia levare la propria voce a favore dell'accoglienza' e stigmatizza questa chiusura proprio a Bologna, dove 'le politiche educative sono sempre state il cardine dell'integrazione. In questa citta' nessun bambino deve considerarsi straniero'.
Il delegato alla scuola del commissario prefettizio Anna Maria Cancellieri applica la legge sulla sicurezza 94/2009 per questa prestazione scolastica non obbligatoria (0-3 anni), ma la scelta 'non trova d'accordo' i sindacati confederali, di categoria, dei pensionati che, come del resto lamenta anche Rdb, criticano l'assenza di confronto tra le parti sociali, oltre a 'una lettura forzata e oggettivamente restrittiva di una legge', visto che diverse altre amministrazioni comunali - ricordano - 'non richiedono il permesso di soggiorno, confortate in cio' anche dal parere loro espresso dal Ministero degli Interni circa il diritto dei minori alla formazione ed istruzione'.
Cgil, Cisl e Uil sollecitano alla gestione commissariale 'un orientamento coerente con cio' e, quindi, con la cultura dei servizi che connota la citta''. Il sindacato di base Rdb rincara la dose, con 'stupore e indignazione', per 'una decisione che nega le pari opportunita' ai bambini e alle famiglie e ha un sapore razzista, per noi inaccettabile'. Rdb sostiene cosi' 'la presa di posizione che diverse lavoratrici dei nidi stanno prendendo contro la decisione'.
Anche Puglisi Pd ricorda quanto precisato all'amministrazione torinese dal Ministero dell'Interno 'attraverso il suo Prefetto: 'i minori stranieri presenti sul territorio indipendentemente dalla titolarita' di un permesso di soggiorno hanno diritto all'istruzione''. Senza contare la Convenzione Onu sui diritti del fanciullo (gli Stati devono garantire la formazione 'a tutti i minori, senza discriminazioni') e dal Protocollo addizionale alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo: 'Il diritto all'istruzione non puo' essere rifiutato ad alcuno'. Puglisi auspica poi che 'la Chiesa sappia levare la propria voce a favore dell'accoglienza' e stigmatizza questa chiusura proprio a Bologna, dove 'le politiche educative sono sempre state il cardine dell'integrazione. In questa citta' nessun bambino deve considerarsi straniero'.
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