Immigrazione. Consiglio d'Europa: non fenomeno ma necessita'
L'immigrazione non solo come fenomeno da gestire ma anche come necessita' per l'Europa che, da qui al 2050, soffrira' per un 'buco' di 50 milioni di lavoratori: un approccio diverso al fenomeno migratorio quello contenuto nel rapporto del Consiglio d'Europa stilato da un gruppo di nove eminenti personalita', dal vicepresidente del Senato Emma Bonino all'ex ministro degli Esteri tedesco Joschka Fischer, dall'allora rappresentante della politica estera dell'Unione europea Javier Solana al Commissario russo per i diritti umani Vladimir Lukin.Parlando di questo fenomeno "strutturale", la Bonino ha ricordato come, secondo il piano nazionale di riforme presentato a Bruxelles, la stessa Italia "per reagire al declino demografico, avrebbe bisogno di almeno 260mila immigrati all'anno per i prossimi 10 anni, praticamente 3 milioni di nuovi immigrati da qui al 2020". Da qui, la necessita' di una "politica paneuropea dell'immigrazione", fermo restando il diritto/dovere degli Stati di governare il fenomeno, che assuma la diversita' non con l'obiettivo dell'omologazione, ma come fenomeno dal quale beneficiarne, a patto che si rispettino le leggi in vigore. Per il vice presidente del Senato la situazione delle minoranze e' "critica" - non solo per rom e immigrati, ma anche ebrei, musulmani, cristiani, gay e lesbiche - tuttavia la soluzione "non sta in nuove convenzioni" per la tutela dei diritti umani, quanto piuttosto "nell'applicazione, anche a livello locale, di quelle gia' esistenti".
Parole confermate dal segretario generale del Consiglio d'Europa, Thorbjorn Jagland, che presentando il rapporto ai giornalisti, ha sottolineato come "l'Europa non debba semplicemente vivere con la diversita' ma anche beneficiarne".
Jagland ha lanciato l'allarme per la condizione delle minoranze, in particolare i rom, ancora a rischio xenofobia, lasciati ai margini della societa'. Proprio per questo, l'organismo di Strasburgo ha finanziato un progetto per la formazione di un migliaio di mediatori che facciano da tramite e aiutino la popolazione rom a integrarsi.
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