Immigrazione, con crisi diminuita quella illegale
La crisi finanziaria e l'aumento della disoccupazione hanno portato a una riduzione dell'immigrazione illegale nell'Unione europea. Lo ha annunciato l'Agenzia europea della sorveglianza delle frontiere esterne (Frontex) oggi ad Atene.
"La crisi finanziaria e i cambiamenti nel mercato del lavoro sono una delle ragioni essenziali della riduzione dell'immigrazione illegale in Europa", ha dichiarato Ilkka Laitinen, direttore generale di Frontex, nel corso dell'inaugurazione ad Atene del primo centro regionale dell'organismo, incaricato della sorveglianza delle frontiere esterne di Grecia, Italia, Malta e Cipro.
Durante i primi sei mesi dell'anno, il numero di persone fermate per ingresso illegale nell'Ue è stato inferiore del 23,6% a quello del primo semestre del 2009, 40.977 contro 53.674, secondo l'ultimo rapporto di Frontex, pubblicato oggi.
Tutti gli indicatori vanno nella stessa direzione: nel corso del secondo trimestre, gli ingressi illegali registrati sono diminuiti del 15% rispetto allo stesso trimestre del 2009, il numero di soggiorni illegali del 23% e le richieste d'asilo del 21%.
Nello stesso periodo, le frontiere greche con la Turchia sono rimasti i principali punti di accesso dei clandestini in Europa, in particolare gli afgani o i migranti arrivati dall'Asia o dal Maghreb che affermano di essere afgani, ha aggiunto Frontex.
L'Agenzia, che svolge anche la sorveglianze marittima tra la costa turca e le isole greche ha registrato uno "spostamento rapido e brutale" dei luoghi di passaggi delle frontiere marittime verso la frontiera terrestre greco-turca a nord del Paese. Il 60% delle persone viene fermata a Orestiada, il punto estremo a nord est della Grecia, nella regione della Tracia, la città che, secondo Frontex, subisce la piú forte pressione migratoria.
"La crisi finanziaria e i cambiamenti nel mercato del lavoro sono una delle ragioni essenziali della riduzione dell'immigrazione illegale in Europa", ha dichiarato Ilkka Laitinen, direttore generale di Frontex, nel corso dell'inaugurazione ad Atene del primo centro regionale dell'organismo, incaricato della sorveglianza delle frontiere esterne di Grecia, Italia, Malta e Cipro.
Durante i primi sei mesi dell'anno, il numero di persone fermate per ingresso illegale nell'Ue è stato inferiore del 23,6% a quello del primo semestre del 2009, 40.977 contro 53.674, secondo l'ultimo rapporto di Frontex, pubblicato oggi.
Tutti gli indicatori vanno nella stessa direzione: nel corso del secondo trimestre, gli ingressi illegali registrati sono diminuiti del 15% rispetto allo stesso trimestre del 2009, il numero di soggiorni illegali del 23% e le richieste d'asilo del 21%.
Nello stesso periodo, le frontiere greche con la Turchia sono rimasti i principali punti di accesso dei clandestini in Europa, in particolare gli afgani o i migranti arrivati dall'Asia o dal Maghreb che affermano di essere afgani, ha aggiunto Frontex.
L'Agenzia, che svolge anche la sorveglianze marittima tra la costa turca e le isole greche ha registrato uno "spostamento rapido e brutale" dei luoghi di passaggi delle frontiere marittime verso la frontiera terrestre greco-turca a nord del Paese. Il 60% delle persone viene fermata a Orestiada, il punto estremo a nord est della Grecia, nella regione della Tracia, la città che, secondo Frontex, subisce la piú forte pressione migratoria.
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