Sabato 6 giugno 2026
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Immigrazione in Friuli. Piu' persone e piu' imprenditori

U.E. - ITALIA
Notizia ·
 Dal 2001 al 2008, in Friuli i cittadini stranieri sono aumentati dal 2,6 al 6,2 per cento. E quasi il 9 per cento degli imprenditori in provincia di Udine e' di nazionalita' non italiana, in gran parte extracomunitaria. La maggior parte ha dichiarato di ritenere strategica la formazione, "attivita' propria delle Camere di Commercio, che sarebbe bene implementare per favorire al meglio l'integrazione". Sono parole del presidente dell'Ente camerale di Udine, Giovanni Da Pozzo, che e' intervenuto oggi alla seconda conferenza nazionale sull'immigrazione. Da Pozzo ha illustrato i risultati dell'indagine Nomisma che la Camera di commercio udinese - prima in Italia - ha promosso per monitorare il fenomeno dell'imprenditoria straniera sul territorio. Indagine che fa rilevare significative differenze del contesto locale rispetto alla realta' nazionale. "Le Cciaa - ha commentato il presidente - valorizzando una delle loro competenze primarie, potrebbero favorire, attraverso programmi formativi, lo sviluppo di imprese pluriculturali; il coinvolgimento degli imprenditori stranieri nelle organizzazioni di categoria; il supporto sui servizi bancari e gli adempimenti amministrativi, anche con manuali informativi in lingua, snellendo tempi e costi per le pratiche; l'investimento nell'attivita' di ricerca". Quanto ai dati Nomisma, interessanti risultati sono emersi sulla realta' friulana rispetto a quella italiana. "I dati - ha rimarcato Da Pozzo - hanno evidenziato la serena convivenza di imprenditori locali e stranieri, esaltando la capacita' dei friulani a 'essere popolazione', superando il mero concetto di immigrazione". Secondo l'analisi, infatti, c'e' una buona integrazione, in quanto oltre il 35 per cento delle imprese guidate da stranieri opera in provincia da oltre 10 anni; inoltre, il 64 per cento vive in Friuli con moglie o figli. Il desiderio di rimanere definitivamente in provincia di Udine e' rappresentato da quasi il 90 per cento degli imprenditori, mentre il dato nazionale si ferma al 66. Per il 78,5 per cento, l'attivita' e' stata creata ex novo dall'imprenditore straniero, ma e' superiore di oltre 10 punti rispetto alla media nazionale la quota di quelli che hanno rilevato attivita' esistenti (in Italia ferma al 7,5). "Emerge dunque - ha commentato Da Pozzo - la questione del passaggio generazionale, uno dei problemi dell'economia friulana: possiamo interpretare l'arrivo degli immigrati come un recupero delle imprese esistenti". Si individuano inoltre nei punti di forza di tali imprese i prezzi bassi e la qualita' del prodotto - servizio.
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