Immigrazione. Un giudice accoglie e un altro respinge eccezione costituzionalita' nuova legge
La Procura di Bologna ha presentato istanza di illegittimita' costituzionale della normativa che istituisce il reato di clandestinita'. Sono diversi i motivi per i quali oggi, alla prima udienza dei Giudici di pace dedicata al nuovo reato in vigore dallo scorso 8 agosto (che prevede un'ammenda da 5.000 a 10.000 euro o l'espulsione), hanno spinto la Procura di Bologna a sollevare il dubbio di incostituzionalita'. Ovvero: violazione del principio di uguaglianza davanti alla legge sia come necessita' di diverso trattamento per situazioni differenti sia come necessita' di pari trattamento per situazioni simili; violazione del diritto di difesa per cui nessuno e' tenuto ad autodenunciarsi; violazione del principio di uguaglianza davanti alla legge per la sospensione del procedimento penale limitatamente alle cosiddette badanti disponibili all'emersione e non a tutti i lavoratori in nero; violazione del principio di ragionevolezza della legge, del principio per cui la pena deve tendere alla rieducazione del condannato, del principio del buon andamento della pubblica amministrazione.L'istanza e' stata illustrata in aula dal procuratore reggente Massimiliano Serpi, che ha chiesto al coordinatore dei Giudici di pace bolognesi, Mario Luigi Cocco, di ritenere l'eccezione non manifestatamente infondata e quindi di riportare la questione alla Corte costituzionale. Cocco, tenuto conto dello "spessore delle questioni sollevate" e della corposita' delle argomentazioni di Serpi, che necessitano di una "attenta valutazione", si e' riservato di decidere con l'impegno di pronunciarsi nella sua prossima udienza, il 21 ottobre.
Stessa sorte, con ogni probabilita', anche per le altre nove udienze in programma oggi, visto che i vice procuratori onorari (vpo) sono incaricati dalla Procura di sostenere l'accusa hanno indicazione di presentare la stessa istanza illustrata da Serpi.
Nel contempo il giudice di pace di Milano ha respinto una eccezione di costituzionalita' sollevata dai legali di un imputato ucraino, in relazione al reato di clandestinita' introdotto col pacchetto sicurezza. Il giudice non ha motivato il 'no' alla richiesta del legale, limitandosi a spiegare che l'introduzione di questo tipo di reato rientra nella sfera delle scelte demandate al legislatore. Secondo il legale, la nuova norma violerebbe l'articolo 3 della Costituzione.
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