Immigrazione: le indicazioni di Giuliano Amato e Massimo D'Alema
Giuliano Amato e Massimo D'Alema mettono nero su bianco, in una lettera al Corriere della sera, la loro 'strategia' per affrontare la questione dell'immigrazione che, scrivono, "non e' un malanno passeggero, ma uno dei tanti attori di un mutamento epocale destinato a durare a lungo".
"Allora - affermano - non solo e' legittimo ma doveroso chiederci se basta proteggere il nostro fortino assediato o se non stiamo rinunciando a governare cambiamenti della societa' destinati a compiersi, spesso in un contesto di conflitti e paure. La sfida vera e' fondare un modello di convivenza in grado di reggere l'urto del futuro".
Finora, sottolineano Amato e D'Alema "per combattere la clandestinita' si e' puntato sulle forze di Polizia, sui militari e sulle ronde, fino al coinvolgimento di presidi e insegnanti, medici, infermieri, ufficiali dell'anagrafe, nell'idea scomposta di una rimozione di tutele e diritti essenziali come leva securitaria per fermare ovunque gli immigrati senza permesso.
Tutto questo, si dice, agisce nelle corde dei cittadini che non sopportano più l'invasione disordinata di persone 'fuori legge'.
Puo' darsi che i sondaggi confortino questa tesi. E tuttavia, attenzione. Perche' chi esercita responsabilita' pubbliche ha il dovere politico e morale di non parlare soltanto alle emozioni".
Per i due ex ministri del governo di centrosinistra "esasperando la paura, si produce un nemico ma non si risolve il problema. e' un fatto che nell'ultimo anno gli sbarchi sulle nostre coste siano notevolmente aumentati".
La strada, a loro giudizio, e' quella degli "accordi di riammissione" anche se "parallelamente devono procedere gli aiuti per lo sviluppo economico, bisogna concordare gli ingressi per motivi di lavoro, le azioni congiunte contro la criminalita' e lo sfruttamento, il ritorno degli immigrati overstayers che rappresentano i due terzi delle presenze irregolari sul nostro territorio".
"Questa, a nostro avviso, - concludono Amato e D'Alema- rimane la sola seria strategia da perseguire se l'obiettivo e' un contrasto dell'immigrazione clandestina fondato sulla legalita', sulla sicurezza e sul rispetto fondamentale dei diritti umani.
Sempre, in qualunque emergenza o contesto. Nella consapevolezza che dinanzi a problemi di tale complessita' e rilievo, l'impegno pubblico delle leadership e dei governi deve puntare non gia' a vellicare l'umore del pubblico ma a rasserenare il Paese indicando con saggezza la via migliore da seguire".
"Allora - affermano - non solo e' legittimo ma doveroso chiederci se basta proteggere il nostro fortino assediato o se non stiamo rinunciando a governare cambiamenti della societa' destinati a compiersi, spesso in un contesto di conflitti e paure. La sfida vera e' fondare un modello di convivenza in grado di reggere l'urto del futuro".
Finora, sottolineano Amato e D'Alema "per combattere la clandestinita' si e' puntato sulle forze di Polizia, sui militari e sulle ronde, fino al coinvolgimento di presidi e insegnanti, medici, infermieri, ufficiali dell'anagrafe, nell'idea scomposta di una rimozione di tutele e diritti essenziali come leva securitaria per fermare ovunque gli immigrati senza permesso.
Tutto questo, si dice, agisce nelle corde dei cittadini che non sopportano più l'invasione disordinata di persone 'fuori legge'.
Puo' darsi che i sondaggi confortino questa tesi. E tuttavia, attenzione. Perche' chi esercita responsabilita' pubbliche ha il dovere politico e morale di non parlare soltanto alle emozioni".
Per i due ex ministri del governo di centrosinistra "esasperando la paura, si produce un nemico ma non si risolve il problema. e' un fatto che nell'ultimo anno gli sbarchi sulle nostre coste siano notevolmente aumentati".
La strada, a loro giudizio, e' quella degli "accordi di riammissione" anche se "parallelamente devono procedere gli aiuti per lo sviluppo economico, bisogna concordare gli ingressi per motivi di lavoro, le azioni congiunte contro la criminalita' e lo sfruttamento, il ritorno degli immigrati overstayers che rappresentano i due terzi delle presenze irregolari sul nostro territorio".
"Questa, a nostro avviso, - concludono Amato e D'Alema- rimane la sola seria strategia da perseguire se l'obiettivo e' un contrasto dell'immigrazione clandestina fondato sulla legalita', sulla sicurezza e sul rispetto fondamentale dei diritti umani.
Sempre, in qualunque emergenza o contesto. Nella consapevolezza che dinanzi a problemi di tale complessita' e rilievo, l'impegno pubblico delle leadership e dei governi deve puntare non gia' a vellicare l'umore del pubblico ma a rasserenare il Paese indicando con saggezza la via migliore da seguire".
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