Lunedì 8 giugno 2026
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Immigrazione: l'Italia sorpassera' la Germania

U.E.
Notizia ·
La Germania, che e' attualmente il piu' grande paese di immigrazione in Europa con 6,7 milioni di soggiornanti (ma piu' del doppio la popolazione di origine immigrata), passa il testimone all'Italia, che sembra chiamata nel futuro a rilevarne il posto in graduatoria, risultando l'afflusso di una consistente forza lavoro supplementare indispensabile per porre rimedio alle carenze connesse con un andamento demografico negativo: queste le conclusioni del convegno che si e' svolto nella sede del Cnel a Roma dopo un anno di studio sull'integrazione degli immigrati in Germania e in Italia, su iniziativa dell'Ambasciata Tedesca con la collaborazione della Caritas Italiana e della Fondazione Friedrich Ebert e che ha portato alla pubblicazione del libro "Da Immigrati a cittadini. Esperienze in Germania e in Italia".
"Integrazione e' partecipazione, come sta scritto nel Piano d'integrazione tedesco. Una politica d'integrazione attiva significa realizzare pari opportunita'. Cio' vale in particolar modo per i bambini e i giovani - ha dichiarato l'ambasciatore della Germania a Roma, Michael Steiner, sottolineando - Non puo' esserci una mancanza di prospettive per gli immigrati di seconda e terza generazione. Sono particolarmente lieto che gli autori del nostro libro, a prescindere dal loro orientamento politico e dalla loro nazionalita', concordino sulla necessita' di una politica di integrazione trasversale".

Anche secondo monsignor Vittorio Nozza, direttore di Caritas Italiana, "il concetto di integrazione, se inteso in maniera scorretta o parziale, genera diffidenza sia tra la popolazione del posto che tra gli immigrati e impedisce di andare fruttuosamente avanti. E' pertanto auspicabile che anche in Italia si arrivi a un concetto condiviso, che ponga fine al complesso di Penelope per cui una parte politica lavora per eliminare quanto fatto dall'altra: questo non possiamo piu' permettercelo".

Alla presenza immigrata in Germania hanno contribuito molto gli italiani, con un flusso di 4 milioni di persone nel dopoguerra, dei quali sono rimasti circa 550mila con la cittadinanza italiana e altri 140mila che hanno acquisito la cittadinanza del posto.
Rispetto all'Italia, e' piu' ridotto il livello degli arrivi, delle nuove nascite, dei ricongiungimenti familiari, del fabbisogno di lavoratori. Risulta tra l'altro che le aziende con titolare immigrato (300mila) hanno creato un milione di posti di lavoro.

Mentre in Italia meta' degli immigrati e' insediato da meno di 5 anni, in Germania, dopo piu' di mezzo secolo di esperienza migratoria e con un'anzianita' media di soggiorno degli immigrati di 25 anni, si e' dedicata maggiore attenzione alle esigenze dell'integrazione, con una particolare insistenza sull'inserimento delle seconde generazioni a scuola, nel mondo lavorativo e nella societa', come sul rispetto delle norme costituzionali non negoziabili, sull'apprendimento necessario della lingua del posto e sul rispetto delle culture degli immigrati.

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