Immigrazione, lasciava acqua nel deserto per salvare vita a clandestini: processato e assolto
Lasciare contenitori d'acqua nel deserto dell'Arizona per aiutare gli immigranti clandestini ad evitare la morte non e' un reato. Lo ha stabilito una corte d'appello di Las Vegas assolvendo un attivista di un'associazione umanitaria, Dan Millis, dalla accusa di avere 'cosparso di detriti' il territorio federale dell'Arizona.
La decisione del tribunale ha annullato la precedente condanna di Millis ed e' stata salutata come una vittoria dalla associazione 'No More Deaths', alla quale appartiene l'attivista.
La sentenza della corte di appello afferma che i contenitori d'acqua lasciati dall'accusato lungo le piste usate dagli immigrati clandestini non possono essere considerate dei 'detriti' perche' hanno il fine umanitario di evitare la morte per disidratazione degli immigrati.
'Sono rattristato dalla tragedia in corso lungo la frontiera tra Stati Uniti e Messico - ha commentato Millis - ma sono felice che il tribunale abbia chiarito che l'aiuto umanitario non e' mai un crimine'.
L'organizzazione 'No More Deaths' sostiene che dall'inizio dell'anno oltre 200 immigrati clandestini sono morti di sete nel deserto dell'Arizona.
Anche Enrique Morones, presidente della organizzazione 'Border Angels', si e' rallegrato per la sentenza esprimendo pero' rammarico che una battaglia legale sia stata necessaria.
'E' completamente ipocrita per gli Stati Uniti, tra i maggiori responsabili dell'inquinamento del pianeta, prendersela con qualcuno che lascia qualche litro d'acqua nel deserto per salvare vite umane', ha detto Morones.
La decisione del tribunale ha annullato la precedente condanna di Millis ed e' stata salutata come una vittoria dalla associazione 'No More Deaths', alla quale appartiene l'attivista.
La sentenza della corte di appello afferma che i contenitori d'acqua lasciati dall'accusato lungo le piste usate dagli immigrati clandestini non possono essere considerate dei 'detriti' perche' hanno il fine umanitario di evitare la morte per disidratazione degli immigrati.
'Sono rattristato dalla tragedia in corso lungo la frontiera tra Stati Uniti e Messico - ha commentato Millis - ma sono felice che il tribunale abbia chiarito che l'aiuto umanitario non e' mai un crimine'.
L'organizzazione 'No More Deaths' sostiene che dall'inizio dell'anno oltre 200 immigrati clandestini sono morti di sete nel deserto dell'Arizona.
Anche Enrique Morones, presidente della organizzazione 'Border Angels', si e' rallegrato per la sentenza esprimendo pero' rammarico che una battaglia legale sia stata necessaria.
'E' completamente ipocrita per gli Stati Uniti, tra i maggiori responsabili dell'inquinamento del pianeta, prendersela con qualcuno che lascia qualche litro d'acqua nel deserto per salvare vite umane', ha detto Morones.
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