Immigrazione, ministro Ronchi a Tunisi per accordo Ue contro i clandestini
Tunisi guarda a Bruxelles e spera - con l'aiuto dell'Italia - in un altro passo di avvicinamento verso quella partnership privilegiata con l'Unione europea di cui, nella sponda sud del Mediterraneo, gode finora solo il Marocco. Di questo, oltre che di rapporti bilaterali, parlera' il ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi con le autorita' tunisine nel corso della missione di due giorni nella capitale del Paese nordafricano che inizia oggi. Un rapporto piu' stretto che conviene a tutti. Alla Tunisia in primo luogo, che con l'ottenimento dello 'statuto avanzato' - piu' vicino dopo l'esame dell' 11 maggio scorso a Bruxelles nell'ambito del Consiglio di Associazione Ue-Tunisia - parteciperebbe a programmi e agenzie comunitarie e vedrebbe aprirsi ulteriori spazi di integrazione economica e sostegno allo sviluppo. Ma conviene anche all'Unione, interessata a ottenere da Tunisi il massimo della collaborazione sul fronte immigrazione, criminalita', terrorismo e riciclaggio, con un occhio al miglioramento delle traballanti garanzie in tema di diritti umani e liberta' di associazione e di espressione. Fortemente coinvolta anche l'Italia che - legata alla Tunisia dal Trattato di Buon Vicinato del 2003 - punta a spazi ulteriori per un'imprenditoria gia' molto presente sul territorio e a prospettive di maggiore cooperazione energetica. Le basi sono solide. Roma e' il secondo partner economico-commerciale di Tunisi sia come cliente che come fornitore e il Paese maghrebino rappresenta uno dei tre principali mercati di sbocco nel Mediterraneo, insieme alla Turchia e all'Algeria. Sono 700 le imprese italiane o miste che operano in Tunisia, con oltre 55.000 addetti e 216 milioni di euro di investimenti. Un fronte chiave e' anche quello energetico, e il primo appuntamento di Ronchi e' con il ministro dell'Industria e della Tecnologia, Afif Chelbi. I lavori per il potenziamento di Transmed, il sistema di gasdotti che collega l'Italia ai giacimenti di di gas algerini attraverso Mediterraneo e Tunisia, gestiti da Eni tramite la controllata Ttpc, hanno aumentato del 20% l'anno la capacita' di trasporto del sistema, per un totale di 34 miliardi di metri cubi. E ora si guarda alla progressiva integrazione tra il sistema elettrico europeo e maghrebino, con un progetto congiunto per un cavo sottomarino di interconnessione tra i due Paesi. Un interesse, quello dell'Italia, che il ministro degli Esteri Franco Frattini aveva ribadito a meta' gennaio nel corso della sua visita a Tunisi nel corso della quale aveva incontrato il suo omologo Morjane, appena nominato, al quale aveva parlato della proposta di trasformare il prossimo incontro bilaterale in un vero e proprio vertice.
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