Immigrazione. Monsignor Marchetto: respingimenti in mare violano diritti fondamentali
I respingimenti in mare delle imbarcazioni provenienti dall'Africa violano alcuni diritti umani fondamentali, quali il principio di non respingimenti per quanti fuggono dalle persecuzioni e il diritto ad avere un 'giusto processo' quando viene presa una decisione amministrativa. Alla base di queste violazioni c'e' la scelta messa in atto da diversi governi europei di delocalizzare i controlli delle frontiere nei Paesi partner del Mediterraneo da cui i migranti partono. E' quanto ricorda il Segretario del Pontificio consiglio per i migranti e gli itineranti, mons. Agostino Marchetto, nell'intervento che terra' domani in apertura del XXX Seminario Internazionale di studi storici 'Da Roma alla terza Roma', su 'Imperi e Migrazioni. Leggi e continuita' da Roma a Costantinopoli a Mosca', che si terra' in Campidoglio.'Confermo -afferma nel testo Marchetto- la mia posizione di condanna a chi non osserva il principio di non refoulement (non respingimento, ndr), che sta alla base del trattamento da farsi a quanti fuggono da persecuzione. E mi domando se in tempo di pace non si riesce a far rispettare tale principio fondamentale del diritto internazionale umanitario, come si fara' a richiederne l'osservanza in tempo di guerra. E la domanda si puo' estendere alla questione della protezione dei civili durante i conflitti, che viene cosi' indebolita nella sua radice comune umanitaria'.
'Un altro diritto violato nell'atto di intercettare e respingere i migranti sulle coste africane del Mediterraneo e' quello al 'giusto processo', che comprende il diritto a difendersi, a essere ascoltato, a fare appello contro una decisione amministrativa, il diritto ad ottenere una decisione motivata, e quello di essere informati sui fatti su cui si basa la sentenza, il diritto ad una corte indipendente ed imparziale'.
Quindi Marchetto rileva: 'Le summenzionate intercettazioni addirittura vanno contro -mi pare- allo stesso 'Codice frontiere Schengen', dove si dichiara che tutte le persone alle quali e' stato negato l'ingresso al territorio avranno il diritto di appello. Esso dovra' essere onorato secondo la legge nazionale, mentre lo straniero ricevera' per iscritto indicazioni su dove attingere informazioni per trovare persona competente che potrebbe rappresentarlo'.
'Orbene le persone respinte non hanno possibilita' di esercitare questo diritto d'appello, non sono informate su dove e come esercitare questo diritto, e ancor piu', non esiste per loro nemmeno un atto amministrativo che proibisca ad essi di proseguire nel loro viaggio di disperazione per raggiungere acque internazionali e che disponga il ritorno al luogo di partenza o ad un altro destino sulla costa africana'. Infine 'Altri diritti violati sono quelli all'integrita' fisica, alla dignita' umana e persino alla vita'.
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