Immigrazione. Napolitano: reagire all'indifferenza
Con una lettera pubblicata oggi dal 'Corriere della Sera' indirizzata a Claudio Magris, il presidente Giorgio Napolitano interloquisce con lo scrittore sul problema dei migranti e in particolare sul tema dell'assuefazione alle morti in mare segnalato in un articolo pubblicato sabato scorso sullo stesso quotidiano.Il capo dello Stato, condividendo i pericoli segnalati da Magris, scrive che l'indifferenza e' 'un rischio da scongiurare' e per questo occorre reagire 'moralmente e politicamente' al pericolo di assuefazione alle notizie di sciagure che riguardano coloro che lasciano i paesi d'origine in cerca di migliori condizioni di vita.
Aveva scritto Magris, commentando la notizia del naufragio in acque tunisine di un peschereccio partito dalla Libia: 'Su alcuni giornali, duecento morti o dispersi in mare come quelli dell'altro ieri, in una fuga della disperazione, non finiscono neppure piu' in prima pagina, scivolano in quelle seguenti fra le notizie certo rilevanti ma non eclatanti. Per sciagure analoghe, solo qualche anno fa pure un presidente del Consiglio si commuoveva o almeno sentiva il dovere di commuoversi pubblicamente'.
L'autore di 'Danubio' concludeva cosi' le sue riflessioni: 'Le tragedie odierne dei profughi in cerca di salvezza o di una sopravvivenza meno miserabile che periscono, spesso anonimi e ignoti, in mare non sono meno dolorose, ma non sono piu' un'eccezione sia pur frequente, bensi' una regola'. Da qui il rischio che tali notizie non suscitino piu' emozioni collettive.
Per il capo dello Stato, proprio l'indifferenza e' 'la soglia che non puo' e non deve essere varcata'. Scrive infatti Napolitano a Magris: 'Lei ha spiegato con crudezza come miseria della condizione umana l'acconciarsi a convivere con quella che diviene orribile 'cronaca consueta'. Ma se in qualche modo e' istintiva l'assuefazione, e' fatale anche che essa induca all'indifferenza? A me pare sia questa la soglia che non puo' e non deve essere varcata. Se e' vero, come lei dice, che la democrazia e' tale in quanto sappia 'mettersi nella pelle degli altri, pure in quella di quei naufraghi in fondo al mare', occorre allora scongiurare il rischio di ogni scivolamento nell'indifferenza, occorre reagire con forza - moralmente e politicamente - all'indifferenza: oggi, e in concreto, rispetto all'odissea dei profughi africani in Libia, o di quella parte di essi che cerca di raggiungere le coste siciliane come porta della ricca - e accogliente? - Europa'.
Il presidente della Repubblica punta l'indice anche su chi organizzando quotidianamente la partenza dalla Libia 'su vecchie imbarcazioni ad alto rischio di naufragio, di folle disperate di uomini, donne, bambini compie un crimine di fronte al quale la comunita' internazionale e innanzitutto l'Unione europea, non possono restare inerti'.
Napolitano indica inoltre nella sua lettera alcuni obiettivi: stroncare il traffico di esseri umani, prevenire nuove e continue partenze per viaggi della morte, aprirsi a politiche di accoglienza che devono essere regolate. Per il capo dello Stato, 'e' questo il dovere delle nazioni civili e della comunita' europea e internazionale, e' questo il dovere della democrazia'.
Si sono appresi intanto alcuni particolari sulla vicenda dei migranti che aveva indotto Magris a lanciare l'allarme politico e morale contro il rischio di assuefazione dell'opinione pubblica. Gli emigranti erano partiti dalla Libia per raggiungere l'isola di Lampedusa. L'imbarcazione, con oltre 800 persone a bordo, ha subito un'avaria al largo delle isole Kerkennah e si e' capovolta sotto il peso dei passeggeri che cercavano di raggiungere le scialuppe di salvataggio.
Cinquecentosettantasette persone, tra cui 92 donne e 21 bambini, sono state soccorse, mentre tra 200 e 270 persone hanno probabilmente trovato la morte in mare. I superstiti sono stati trasferiti nel campo profughi di Shusha, nei pressi della frontiera libica, a circa 300 chilometri da Sfax. Le autorita' marittime tunisine hanno recuperato in mare 26 cadaveri.
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