Immigrazione, in Nord-Italia sono stranieri fino al 70% dei detenuti
La presenza di immigrati negli istituti penitenziari italiani e' "prevalente" nel Nord-Italia "dove si arriva anche al 70%". Lo ha detto il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, osservando che "i problemi da affrontare sono molteplici e tutti preceduti dalla necessita' di creare un ponte di comprensione linguistica, senza la quale e' difficile anche rapportarsi a quelle che sono le richieste piu' elementari". Caliendo e' intervenuto ieri al convegno, organizzato dal sindacato di Polizia Penitenziaria Sappe, su "Immigrazione e tossicodipendenza. Carcere, ambiente e territorio", ed ha detto di aver "apprezzato" la relazione del segretario generale del sindacato Donato Capece, "che ha richiamato alla nostra attenzione l'importante ruolo culturale assunto oggi dalla Polizia Penitenziaria". Anche "di fronte alla piaga della tossicodipendenza, cosi' tristemente presente anche nella nostra popolazione di immigrati, la Polizia Penitenziaria - ha aggiunto il sottosegretario - e' stata capace di creare una rete di raccordo con gli operatori interni ed esterni al carcere, tale da consentirne una efficace e concreta partecipazione al recupero". Caliendo ha infine dedicato un accenno al braccialetto elettronico, strumento di controllo a distanza del carcerato che, se non si e' macchiato di reati gravi, puo' accedere alla possibilita' di scontare la pena presso il proprio domicilio, in linea con quanto recentemente approvato dal Consiglio dei ministri in tema di detenzione domiciliare, in occasione del via libera al Piano carceri presentato dal ministro Alfano.ADUC è indipendente
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