Lunedì 8 giugno 2026
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Immigrazione, Peres: inconcepibile espellere bambini

ASIA - ISRAELE
Notizia ·
Il presidente israeliano, Shimon Peres, ha bollato oggi come 'inconcepibile' l'espulsione di 400 bambini - nati in Israele da immigrati temporanei - decisa nelle settimane scorse dal governo di Benyamin Netanyahu sulla scorta d'un inasprimento generale delle norme contro l'immigrazione illegale.
Peres ha riconosciuto che il problema degli immigrati clandestini non puo' essere ignorato. Ma ha sottolineato che 'in questo caso si tratta solo di 400 bambini': per di piu' 'nati in Israele, che parlano l'ebraico e che si sentono israeliani'. 'Deportarli sarebbe fuori misura', ha concluso.
Il provvedimento d'espulsione e' stato condannato nei giorni scorsi con parole forti dalla maggiore organizzazione di sopravvissuti della Shoah. Mentre all'interno del governo ha sollevato il dissenso della componente minoritaria laburista guidata dal ministro della Difesa, Ehud Barak, il quale ha osservato come la questione riguardi un numero di persone che certo 'non sposta l'equilibrio demografico d'Israele' (tirato in ballo da diversi esponenti di destra a causa dell'origine non ebraica degli immigrati coinvolti). E ha annunciato per il Consiglio dei ministri di domenica un riesame della decisione.
Riesame che viceversa e' stato successivamente escluso - almeno allo stato - sia dallo staff del premier Netanyahu (Likud, destra), sia dal ministro dell'Interno, Eli Yishai, leader della formazione religiosa sefardita Shas. Yishai, promotore e portabandiera della linea dura, ha anzi accusato Barak di volersi 'servire di bambini stranieri per guadagnare consensi' al proprio declinante partito.
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