Domenica 7 giugno 2026
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Immigrazione. Pisanu attacca Maroni: troppa improvvisazione. Perplessi anche opposizione, Polizia e Chiesa

U.E. - ITALIA
Notizia ·
L'Italia deve crescere e crescere vuol dire anche 'non lasciarci penetrare dal senso di chiusura di fronte all'ingresso indiscriminato di immigrati'. Significa 'essere padroni a casa nostra, ma essere fieri del nostro vecchio spirito di accoglienza'. Lo sottolinea il premier Silvio Berlusconi a Montecitorio durante il discorso sulla fiducia al suo governo.   

L'AFFONDO DI PISANU SUL SUO GOVERNO - "Vedo tanta improvvisazione e chi seriamente vuole fare qualcosa di concreto in tema di sicurezza e immigrazione rischia il fallimento perch, con l'improvvisazione si creano grandi aspettative e grandissime delusioni". E' lo sfogo 'ufficioso' di Beppe Pisanu, riportato dalla Stampa.  L'escluso dal governo Berlusconi IV boccia il pacchetto sicurezza che il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, intende portare al prossimo Cdm: "L'unica strategia efficace di lotta all'immigrazione clandestina è l'uso intelligente dell'immigrazione regolare. Le altre sono solo misure parziali e alla fine inefficaci". Quanto alla proposta di respingere in mare i clandestini diretti sulle nostre coste, l'ex ministro dell'Interno osserva: "Quelli che attraversano il Mediterraneo sono i piú disgraziati. Loro sono le prime vittime di questi immondo traffico". A chi sponsorizza queste proposte, Pisanu ricorda "le convenzioni internazionali che obbligano tutti al soccorso al mare. Non troveranno comandante di qualsiasi imbarcazione che rifiuterà il soccorso in acque internazionali, altro che accostare le navi di clandestini e farle girare la prua verso la costa da dove sono salpate".  Pisanu boccia anche le misure che Maroni intende prendere contro i romeni: "Sento argomenti e proposte che nessun governo europeo potrebbe avallare. Lo Stato moderno è nato anche con il trattato di Westfalia sulla libertà di andare e venire. Il trattato di Schengen si puó sospendere al massimo per un tempo limitato, ripristinando cosí le frontiere intraeuropee, in occasione di eventi particolari. Come possono sospenderlo selettivamente, cioè solo per certi cittadini e non altri per un tempo prolungato?    

ALTRI COMMENTI

"Introdurre il reato di immigrazione clandestina rischia di fare del nostro Paese un immenso carcere: c'è il rischio concreto che le proposte abbiano esattamente l'affetto opposto di quelli auspicati: su questo c'è bisogno di grande prudenza, c'è bisogno di grande attenzione a questi temi". E' quanto spiega il ministro 'ombra' dell'Interno Marco Minniti, conversando con i giornalisti alla Camera.  A giudizio dell'esponente del Pd, il primo provvedimento da prendere "urgente, anzi urgentissimo" è risatbilre una "cooperazione effettiva con il governo libico" e "ristabilire l'effettivita' dell'accordo Italia-Libia sui flussi migratori, o avremo tra maggio e giugno una pesantissima situazione a Lampedusa".    

'Sarebbe un errore considerare reato l'immigrazione clandestina'. Ne e' convinto il card. Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale delle Migrazioni, che invita a 'non demonizzare gli immigrati'. 'Non si puo' dire dall'oggi al domani - spiega ai giornalisti - che non si ha piu' bisogno degli immigrati. Inoltre rendere reato l'ingresso clandestino sarebbe contro la Carta dei diritti umani, dove e' scritto che una persona umana e' libera di muoversi'. Secondo il porporato, 'bisogna evitare di demonizzare gli immigrati, ma se ne puo' regolare il flusso in quanto ammettere i clandestini vuol dire lavoro nero e criminalita''. 'Qualche giorno fa in Romania - ha rivelato - ho incontrato il presidente che era d'accordo sull'esigenza di regolarizzare questo flusso. Ma da qui a criminalizzare tutti gli immigrati questo no'. Secondo Martino, d'altra parte, 'se gli italiani facessero piu' figli allora basterebbero le braccia degli italiania mantenere il ritmo dello sviluppo del Paese, invece ora non e' cosi': fra una quindicina di anni - ha concluso il presidente del discastero vaticano - gli italiani non saranno piu' 57 milioni, ma 50 milioni e questo sara' dire un disastro'.    

Nessuna 'misura speciale' nella lotta alla criminalita' straniera italiana, bene, invece, il maggior coordinamento con sindaci ed autorita' locali purche' queste ultime assicurino 'la corretta gestione del territorio, per impedire che fioriscano baraccopoli o insediamenti di fortuna sul loro territorio'. E' quanto afferma l'Associazione nazionale funzionari di polizia che chiede al nuovo ministro dell'Interno di superare 'la fallimentare esperienza degli 'sportelli unici' dell'immigrazione, che ha sostanzialmente lasciato - ha ricordato il segretario nazionale, Enzo Marco Letizia - il carico di lavoro sugli Uffici specializzati della Polizia di Stato e, nella quasi totalita' dei casi, ha aggravato i tempi per il rilascio o rinnovo dei permessi di soggiorno'. 'Al ministro Maroni chiediamo, sentendo anche le proposte tecniche dei Funzionari di Polizia - ha poi detto Letizia - di impegnarsi nella prevenzione e potenziare le ambasciate con personale della Polizia specializzato nell'identificazione, in falso documentale e nel rilascio dei visti'.     

"Occorre avere la capacita' di dire alla gente che questi sono temi complessi, sui quali non si puo' dire "interveniamo in acque internazionali", perche' - come dice la parola stessa - si chiamano acque internazionali, e li' si puo' intervenire solo per salvare le persone, non per 'fermare' chicchessia. E allo stesso modo non si puo' procedere - come e' giusto che sia - ad espulsioni di massa, ma si deve procedere caso per caso, cosi' come non e' pensabile una sospensione mirata dell'accordo di Schengen, non lo si puo' fare unilateralmente ne' rispetto ad una sola nazionalita'". Lo ha detto Emma Bonino, intervistata da Radio Radicale sulle misure annunciate in materia di sicurezza dal governo Berlusconi.  "L'introduzione del reato di immigrazione clandestina poi mi sembra un'altra idea balzana", ha aggiunto Bonino. "E' ovvio che se l'immigrazione e' clandestina si e' violata una legge, ma il reato specifico mi pare non configurabile, oltre che con discutibili effetti pratici. Senza contare che un nuovo reato non si introduce per decreto, questo accade nelle dittature, in democrazia funziona in maniera diversa. Vorrei pero' soprattutto ricordare a tutti le grandi file di lavoratori clandestini, appunto, che sono andati a depositare i loro dati alle Poste per ottenere l'assunzione regolare. Allora ne furono regolarizzati 170 mila, il che vuol dire che in Italia abbiamo ancora circa 600 mila immigrati clandestini. Clandestini che pero' gia' lavorano. Che facciamo? Li mettiamo tutti in un Cpt, li espelliamo tutti?".  "C'e' solo da augurarsi che un po' piu' di sangue freddo, dopo questa moratoria dell'intelligenza, torni a regnare. Forse un po' di storia aiuterebbe a ricordare che quando - nella nostra storia - si e' passati alla demonizzazione di una intera etnia non e' stato un gran bel periodo. Si rischia di fare valanga, e poi - se anche si tenta di tirare il freno - non e' detto che si riesca. C'e' da augurarsi che le parole sagge di Pisanu, e so anche di altri, prendano piede in Parlamento. E che da parte nostra si riapra un dibatitto serio sull'immigrazione", ha concluso la vicepresidente del Senato.   

Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani esprimono ' forti preoccupazioni 'per le anticipazioni sui contenuti del Pacchetto Sicurezza che il Governo si preparerebbe a varare. 'I reati commessi da cittadini stranieri vanno certamente perseguiti - afferma il presidente delle Acli Andrea Olivero - ma non vanno demonizzati gli stranieri presenti sul territorio, come se fossero gli unici responsabili di una percezione di insicurezza che sembra ormai pervadere i cittadini italiani e gli stessi immigrati'. Non servono, secondo le Acli 'proclami e annunci che criminalizzano indistintamente una realta'', come l'ipotesi del ricorso all'esercito, ma 'politiche certe ed efficaci di sicurezza, destinate tuttavia ad essere inefficaci se non affiancate da seri interventi di riqualificazione urbana, di mediazione, di accompagnamento'. Viene giudicata 'buona' la logica dei patti territoriali, ma non limitati alla questione dell'ordine pubblico: 'Costruiamo invece dei tavoli locali sulla sicurezza e l'integrazione. Per costruire una societa' sicura, infatti, servono iniziative che incidano sulla qualita' della vita delle persone, italiani e stranieri, che si sviluppa nei vari spazi di socializzazione: la scuola, il quartiere, il lavoro, il tempo libero'. 'Assolutamente contrarie' le Acli all'introduzione del reato di immigrazione clandestina, una 'misura demagogica - la definisce Olivero - tanto inutile quanto pericolosa per le ricadute sul piano sociale e culturale. Come e' possibile mettere insieme senza distinzioni il disagio e spesso la disperazione delle persone che lasciano le proprie case e i propri affetti con le attivita' illecite e criminali di chi sfrutta il fenomeno migratorio? Perche' non introdurre, a questo punto, il reato di poverta'?'. Si', invece, all'emersione dei lavoratori immigrati irregolari.    
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