Immigrazione. Presidente Napolitano: servono regole severe e legalita'
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sottolinea che in materia di immigrazione "la via maestra" è quella del rispetto della legalità che passa anche da "regole severe, le quali vanno dal respingimento immediato all'espulsione in base agli accordi con i paesi di provenienza". Lo ha detto durante un dibattito con l'omologo tedesco Christian Wulff. "Non trascuriamo l'importanza dell'immigrazione - ha ricordato il capo dello Stato - che è scomoda se è illegale e riluttante a integrarsi, ma molto comoda per la nostra economia. Anche se non di alta qualifica professionale l'immigrazione è necessaria e indispensabile per l'economia".
"È essenziale - ha detto Napolitano - ottenere il rispetto dei principi e delle regole fissate dalla Costituzione e dalle leggi.
Inoltre trasmettere i valori propri dell'Unione europea e dei suoi paesi membri che tante volte sono diversi".
"Il punto di partenza - ha ricordato il presidente della Repubblica - è che se non avessimo bisogno di immigrati li respingeremmo tutti, invece anche nel Nordest, dove c'è stato lo sviluppo economico più dinamico degli ultimi 15 anni, questo non si sarebbe potutto avere senza i lavoratori stranieri perché nella siderurgia, nella ceramica non si trovano lavoratori italiani. L'Italia ha disoccupazione giovanile, ma anche il rifiuto di alcuni tipi di mestieri".
"È essenziale - ha detto Napolitano - ottenere il rispetto dei principi e delle regole fissate dalla Costituzione e dalle leggi.
Inoltre trasmettere i valori propri dell'Unione europea e dei suoi paesi membri che tante volte sono diversi".
"Il punto di partenza - ha ricordato il presidente della Repubblica - è che se non avessimo bisogno di immigrati li respingeremmo tutti, invece anche nel Nordest, dove c'è stato lo sviluppo economico più dinamico degli ultimi 15 anni, questo non si sarebbe potutto avere senza i lavoratori stranieri perché nella siderurgia, nella ceramica non si trovano lavoratori italiani. L'Italia ha disoccupazione giovanile, ma anche il rifiuto di alcuni tipi di mestieri".
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