Immigrazione, a Rosarno un primo maggio contro lo sfruttamento e la mafia
Il valore simbolico della scelta di Cgil, Cisl e Uil di celebrare il Primo Maggio a Rosarno si coglie gia' dal luogo in cui si svolgeranno i comizi finali della manifestazione. E' Piazza Giuseppe Valarioti, il segretario della sezione del Pci e consigliere comunale ucciso dalla 'ndrangheta l'11 giugno del 1980.E' dall'omicidio di Valarioti che comincia la lunga scia di illegalita' che caratterizza la storia di Rosarno e che arriva fino ad oggi, con l'ancora incontrastato dominio delle cosche Pesce e Bellocco e la rivolta nel gennaio scorso degli immigrati africani cui fece seguito la reazione di un gruppo di abitanti del paese, con pestaggi e ferimenti.
Lavoro, legalita' e solidarieta' sono i temi centrali attorno ai quali ruota la manifestazione di oggi promossa dai sindacati. Il lavoro come questione centrale in un'area in cui soprattutto i giovani non trovano sbocchi occupazionali; la legalita', calpestata ogni giorno dall'arroganza delle cosche e la solidarieta' nei confronti degli immigrati, che a Rosarno sono circa trecento e non piu' le migliaia che c'erano fino a gennaio, ma che vengono ancora oggi sfruttati e umiliati.
Oggi Rosarno, comunque, non e' piu' terra di nessuno. Lo Stato fa sentire la sua presenza attraverso un'azione incisiva delle forze dell'ordine e della magistratura, con un collegamento sempre piu' stretto tra Procura di Palmi e Dda di Reggio Calabria. Lunedi' scorso sono stati arrestati 30 caporali che per anni hanno procurato la manodopera clandestina da sfruttare per il lavoro nei campi. Mercoledi' un'altra importante operazione con il fermo di 40 presunti affiliati alla cosca Pesce accusati di avere messo a ferro e fuoco il paese con omicidi ed estorsioni.
L'unico elemento che resta immutato e' il commissariamento del Comune, disposto nel 2008 dopo lo scioglimento dell'ente per infiltrazioni mafiose. Commissario straordinario e' il prefetto Domenico Bagnato, che sulla manifestazione di oggi esprime gratitudine ai sindacati 'per l'attenzione rivolta alla citta' di Rosarno. Speriamo - aggiunge - che sull'onda delle recenti risposte date dallo Stato, la societa' rosarnese abbia il coraggio di uscire allo scoperto e di recuperare i valori di solidarieta' e legalita' che l'hanno sempre contraddistinta'.
Significativo e' anche il luogo scelto per la partenza del corteo che oggi giungera' fino a Piazza Valarioti. E' lo spazio antistante l'ex fabbrica della Rognetta, dove fino a gennaio erano ospitati trecento immigrati in condizioni igieniche e di sovraffollamento intollerabili. Adesso la struttura di ricovero dell'ex Rognetta, cosi' come l'altra dell'ex Opera Sila, non esiste piu' e gli immigrati che vivono ancora in paese vivono in case prese in affitto e quindi in condizioni molto piu' dignitose. Rosarno, anche se una parte degli abitanti manifesta ancora una certa intolleranza, vuole scrollarsi di dosso, dopo quanto e' successo a gennaio, il marchio di 'paese razzista'. E la partecipazione alla manifestazione rappresenta, in questo senso, un'importante banco di prova. (Ansa)
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