Sabato 6 giugno 2026
Menu

Impronte ai bimbi Rom, se ne occupa il Parlamento Ue

U.E.
Notizia ·
Cresce la polemica sulle impronte digitali per i rom, e mentre il ministro dell'Interno Roberto Maroni le difende considerandole un 'censimento' contro le critiche di chi le ritiene una 'schedatura', hanno preso posizione anche gli eurodeputati, alla vigilia della visita del ministro per le politiche europee Andrea Ronchi, che oggi sara' a Strasburgo, dove incontrera' il presidente del Parlamento europeo Hans Gert Poettering. Difficile pensare che tra gli altri temi dell'agenda 'informale' - questioni istituzionali, ratifica del trattato, - non ci sia anche uno scambio di vedute sul pacchetto sicurezza, all'esame delle Commissioni congiunte Affari costituzionali e Giustizia, e sulla vicenda delle impronte ai nomadi. Una questione delicata, per il governo, se il ddl vuole passare indenne sotto le forche caudine dell' Europa. L'Italia non proceda alla raccolta delle impronte digitali dei rom, inclusi i minori, e all'uso di quelle gia' raccolte - si legge nel testo della risoluzione messa a punto da socialisti, liberaldemocratici, verdi e sinistra europea e che sara' votata a Strasburgo giovedi' mattina - 'in attesa della prossima valutazione annunciata dalla Commissione Ue delle misure previste, perche' questo costituirebbe chiaramente un atto di discriminazione basato sulla razza e sull'origine etnica'. Ma anche tra gli eurodeputati non c'e' accordo, e mentre il gruppo di destra dell'Uen presentera' un suo testo, il Ppe non ne presentera' nessuno. Sempre ieri, il ministro dell'Interno romeno Cristian David ha incontrato il commissario europeo alla giustizia Jacques Barrot, esprimendogli 'la preoccupazione delle autorita' romene per le misure prese dal governo italiano', sulle impronte ai nomadi. Con le autorita' romene Ronchi aveva gia' parlato a piu' riprese, in particolare durante la visita a Bucarest il 10 giugno scorso, e aveva allora incassato la fiducia del governo di Calin Tariceanu e l'apprezzamento per la 'solidarieta' e legalita'', formula usata dal ministro per le politiche europee nel definire l'approccio italiano all'immigrazione. Anche a Barrot, a Bruxelles a fine maggio, Ronchi aveva spiegato la necessita' di 'garantire l'integrazione' ma anche 'l'inflessibilita' con chi sbaglia'. Ma la vicenda delle impronte digitali ha impresso un'accelerazione al dibattito nelle varie sedi europee che ora chiedono chiarimenti ulteriori. A Strasburgo, il ministro Ronchi vedra' gli eurodeputati italiani - con il quali il governo intende tenere riunioni a cadenza regolare - e il vice presidente della Commissione europea Antonio Tajani. Previsto anche un incontro con i rappresentanti dei principali gruppi imprenditoriali che operano a Bruxelles, chiesto da Confindustria per parlare di 'sistema Italia'.   (Gallinaro/Ansa)
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →