Incaute autorizzazioni: Consob e ministero condannati dopo 16 anni
La seconda sezione della Corte d'appello civile di Milano ha condannato la Consob, il Ministero dell'Economia, l'ex presidente dell'organo di commissione e vigilanza della Borsa, Bruno Pazzi, due commissari e un funzionario dell'epoca a risarcire per un totale di circa 6 milioni e 300 euro, 898 risparmiatori che vent'anni fa avevano sottoscritto titoli atipici il cui valore, in un paio di anni, si era azzerato.
La sentenza che riguarda il maxi risarcimento, poco piu' di 12 miliardi e 200 milioni di lire esclusi gli interessi e le spese processuali da suddividere tra gli investitori, e' stata depositata due giorni fa.
La vicenda risale al luglio dell'83 quando venne depositato presso la Consob un prospetto informativo di sollecitazione al pubblico risparmio relativo all'operazione di offerta al pubblico della sottoscrizione di titoli atipici relativi all'operazione 'Hotel Villaggio Santa Teresa' in Sardegna. Prospetto che, secondo i risparmiatori, assistiti dagli avvocati Remo Danovi e Guido Bartalini, conteneva dati non veritieri che avrebbero dovuto essere rilevati dalla Consob, che non avrebbe dovuto dare alcuna autorizzazione all'operazione. Invece comincio' una massiccia sottoscrizione di quote per un valore medio di circa 11 mila lire ciascuna, che prosegui' nei mesi successivi. La raccolta dei fondi arrivo' a circa 44 miliardi di lire complessivi.
Due anni dopo i guai. Vennero avviate procedure fallimentari per la societa' capofila che aveva proposto l'investimento (liquidazione coatta) e le altre societa' -la 'Hotel Villaggio Santa Teresa' e' tuttora in liquidazione- mentre le quote sottoscritte raggiunsero un valore pari a zero.
Cosi' nell'87, gli 898 risparmiatori che l'altro ieri si sono visti riconoscere il risarcimento per lo stesso importo allora investito, hanno avviato la causa civile nei confronti della Consob che e' durata 16 anni. Il loro ricorso era stato respinto in primo e in secondo grado. La Cassazione invece, dopo aver stabilito il principio dell'esistenza di una responsabilita', ha rinviato il caso a una nuova sezione della Corte d'appello civile di Milano, la seconda. Il 21 ottobre la sentenza che ha dato ragione ai risparmiatori.
La sentenza che riguarda il maxi risarcimento, poco piu' di 12 miliardi e 200 milioni di lire esclusi gli interessi e le spese processuali da suddividere tra gli investitori, e' stata depositata due giorni fa.
La vicenda risale al luglio dell'83 quando venne depositato presso la Consob un prospetto informativo di sollecitazione al pubblico risparmio relativo all'operazione di offerta al pubblico della sottoscrizione di titoli atipici relativi all'operazione 'Hotel Villaggio Santa Teresa' in Sardegna. Prospetto che, secondo i risparmiatori, assistiti dagli avvocati Remo Danovi e Guido Bartalini, conteneva dati non veritieri che avrebbero dovuto essere rilevati dalla Consob, che non avrebbe dovuto dare alcuna autorizzazione all'operazione. Invece comincio' una massiccia sottoscrizione di quote per un valore medio di circa 11 mila lire ciascuna, che prosegui' nei mesi successivi. La raccolta dei fondi arrivo' a circa 44 miliardi di lire complessivi.
Due anni dopo i guai. Vennero avviate procedure fallimentari per la societa' capofila che aveva proposto l'investimento (liquidazione coatta) e le altre societa' -la 'Hotel Villaggio Santa Teresa' e' tuttora in liquidazione- mentre le quote sottoscritte raggiunsero un valore pari a zero.
Cosi' nell'87, gli 898 risparmiatori che l'altro ieri si sono visti riconoscere il risarcimento per lo stesso importo allora investito, hanno avviato la causa civile nei confronti della Consob che e' durata 16 anni. Il loro ricorso era stato respinto in primo e in secondo grado. La Cassazione invece, dopo aver stabilito il principio dell'esistenza di una responsabilita', ha rinviato il caso a una nuova sezione della Corte d'appello civile di Milano, la seconda. Il 21 ottobre la sentenza che ha dato ragione ai risparmiatori.
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