Venerdì 5 giugno 2026
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Incontro 'Il diritto di morire: l'eutanasia tra preclusioni religiose e sfide ideologiche'

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Si e' tenuto ieri a Roma un incontro dal titolo "Il diritto di morire:l'eutanasia tra preclusioni religiose e sfide ideologiche".  E' possibile riascoltare integralmente il dibattito sul sito di Radio Radicale.  Segue un sunto di alcuni degli interventi.

Quello dell'eutanasia sara' sicuramente 'un tema della prossima legislatura. Ma quello che posso dire fin da ora, e' che non saro' mai disponibile ad accelerare disegni o proposte di legge che la contemplino'. A dirlo e' Paola Binetti, senatrice teodem, candidata per il Pd.
'Non si puo' legiferare su un tema su cui vi sono cosi' tante distorsioni culturali. Spesso quando i malati ci chiedono di morire in realta' chiedono di essere aiutati. I medici, cosi' come le persone che stanno accanto ai malati hanno l'obbligo alla prudenza e alla solidarieta''.
Quanto al testamento biologico, Binetti ha precisato che 'non sono certo contraria a questa possibilita' - ha concluso - a meno che non sia prevista la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione o altre manovre che accelerino la morte, nel senso di determinarla'.

Quando si parla di eutanasia la bussola da seguire e' quella del 'consenso dell'individuo che in situazioni terminali e con opportune procedure e garanzie, deve poter esercitare la liberta' di chiedere al medico di accelerare il decorso della malattia'. E' questa l'opinione di Cinzia Caporale, membro del comitato di bioetica.
'Il medico secondo al sua coscienza dovrebbe, in certo senso, curarlo aiutandolo a morire dignitosamente'.
Decisamente contraria invece all'eutanasia compassionevole, 'quella cioe' decisa dal medico e dai familiari su un malato che non ha la possibilita' di esprimere il proprio consenso, cosi' come dico no all'eutanasia pediatrica. Una legge che legalizzi l'eutanasia delegittimerebbe senz'altro situazioni di abuso molto pesanti che spesso si verificano in ospedale. La depenalizzazione quindi puo' essere uno strumento adeguato'.
Parlare e affrontare il tema dell'eutanasia, significa 'non voltare la testa dall'altra parte'.

Dal punto di vista etico 'nessuno si sentirebbe di condannare un atto di eutanasia fatto in condizioni di grande tragicita' su un malato che ha sofferto per lungo tempo e per cui non c'e' niente da fare. Si tratta di situazioni estreme ed eccezionali nei confronti del quale va sospeso il giudizio morale. Il vero problema invece e' quello di una legge che legalizzi in modo generale e astratto le situazioni ordinarie, quali quelle delle malattie degenerative'. E' questo il punto su cui riflettere secondo Francesco D'Agostino, presidente onorario del Comitato nazionale di bioetica.
'La legge e' un pessimo studente per gestire le situazioni eccezionali le vere situazioni ordinarie sono rappresentate dalle gravi malattie degenerative, dai neonati prematuri portatori di gravi handicap, i malati psichiatrici, le persone della cosiddetta quarta eta' ormai non piu' autonome'.
L'eutanasia come scelta autonoma e informata e' secondo D'Agostino 'per un certo senso sorpassata. Per il futuro bisognera' pensare alle situazioni causate dall'allungamento della vita e dai progressi della medicina. Vi e' da chiedersi se il medico che deve gestire la morte in modo burocratico,m cioe' secondo la legge, o continuando a rispettare il giuramento di ippocrate'.
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