Giovedì 4 giugno 2026
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Indagine su biobanche, Stamina Foundation si difende

U.E. - ITALIA
Notizia ·
  'Non abbiamo mai fatto esperimenti su cavie umane ne' promesso miracoli. E' vero che diversi pazienti hanno pagato le terapie, ma non tutti, e in ogni caso la meta' dei soldi ricavati copriva i costi di produzione e il resto e' servito per costruire, in un altro Paese, un laboratorio Gmp. Quello che ci preoccupa e' che questa campagna mediatica blocchi terapie gia' in corso e crei un danno per un branca scientifica che ha un riconoscimento scientifico universale ormai consolidato'.

Cosi' Davide Vannoni, docente universitario di psicologia e presidente dell'associazione torinese Stamina Foundation, e il dottor Mario Andolina, coordinatore del dipartimento trapianti di Trieste e project manager 'Trapianti e Terapia Cellulare' dell'Irccs 'Burlo Garofalo di Trieste, autore nell'84 del primo trapianto italiano di midollo osseo autologo in eta' pediatrica, rispondono alle notizie giornalistiche in merito a un'indagine della magistratura torinese, 'sulla quale non abbiamo avuto ne' conferme ne' smentite, ne' tantomeno atti ufficiali' dice l'avvocato Roberto Piacentino, su presunte irregolarita' nelle procedure seguite dall'associazione.
Nello studio del legale che segue la vicenda, insieme ai due diretti interessati, anche i genitori di alcuni dei pazienti trattati che, assicurano, 'dopo tanti anni e' stata la prima volta, quando ci siamo rivolti a Vannoni, che non abbiamo sentito promesse di miracoli. Ci e' stato anche detto che avrebbe potuto non succedere nulla, non esserci miglioramenti, ma che comunque male non faceva. Invece, nel nostro caso, piccoli miglioramenti ci sono stati'.

Secondo quanto spiega il dottor Andolina, infatti, 'le staminali adulte sono assolutamente prive di controindicazioni e possono cambiare la storia di queste malattie. Certo - sottolineano sia Andolina che Vannoni - come per tutti i farmaci, possono anche non funzionare ma non sono dannose'. Scendendo nel dettaglio Vannoni e Andolina tengono a precisare che 'nessuna cellula e' stata mai manipolata in maniera rilevante, cioe' fatta crescere in coltura e poi impiantata su un paziente e non e' vero che si sia agito al di fuori dei protocolli autorizzati'.

La metodica studiata dai ricercatori di Vannoni, spiega ancora Andolina, 'permette di prelevare un numero enorme di cellule, tale da non rendere necessaria la manipolazione. Noi non facciamo sperimentazione sui pazienti, facciamo terapia compassionevole, cioe' una terapia che interviene in situazioni che non rispondono piu' a nessun'altra cura'. Vannoni e Andolina sottolineano poi che 'la preoccupazione e' che tutto si blocchi creando un danno ai pazienti'.
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