Sabato 6 giugno 2026
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Indagine Makno: quota notevole di immigrati ha istruzione medio-alta e superiore

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Le prime 11 nazionalità presenti in Italia, per dimensioni numeriche, sono: albanesi, rumeni, marocchini, filippini, ucraini, tunisini, senegalesi, cinesi, indiani, egiziani e polacchi. La maggior parte degli immigrati vive in Italia da più di 5 anni ( il 53,9% che corrisponde a 1 milione e 100 mila persone) e quota "consistente" tra gli immigrati è composta da persone dotate di un'istruzione medio-alta ed una quota "notevole" da persone con un'istruzione superiore. E' quanto emerge dalla ricerca sociale sull'immigrazione realizzata dalla Makno per conto del ministero dell'Interno.

CONOSCENZA LINGUA ITALIANA: Il 27% degli immigrati parla italiano in casa, il 30% parla italiano con i figli. Tre immigrati su quattro ritengono di saper parlare (molto o abbastanza bene) l'italiano. Il 60% degli immigrati conosce anche un'altra lingua (inglese, francese), oltre alla propria ed all'italiano.

LAVORO E REDDITO: Tre immigrati su quattro hanno dichiarato, al momento dell'intervista, di avere un lavoro; mentre il restante 25% è in cerca di un lavoro (studenti, casalinghe etc). Tra quelli che hanno un'occupazione, la maggior parte ha un contratto regolare; il 25% è pagato ad ore; il 16% svolge un'attività autonoma; il 5% non risponde (potrebbe trattarsi di lavoratori in nero , stimabili dal campione in 76mila).
Le mansioni più diffuse tra gli immigrati sono: operaio, badante, colf a ore, cameriere. Tra le professioni autonome: negoziante, ristoratore, artigiano.

Il 35% degli intervistati non risponde alla domanda "quanto guadagni al mese?"; dato non sorprendente, - secondo la ricerca - visto che la stessa reticenza sul tema è espressa anche dagli italiani. Il 10% sostiene che il proprio guadagno dipende da quanto lavoro riesce a trovare, nel corso del mese. Tale elemento fa supporre che, questo 10% (circa 150mila), viva in una condizione di" incertezza da reddito". Tra coloro che rispondono indicando una cifra di guadagno, invece, nessuno va oltre i 1.100 euro mensili. I più si attestano, però, tra gli 800 e i 1100 euro.

LA FAMIGLIA: Il 44% degli immigrati vive con la propria famiglia: la presenza della famiglia è, come dice la Caritas, un indice di stabilizzazione. Il 30% divide l'appartamento con amici e/o parenti; il 17% con altre persone; il 10% vive da solo. In 3 famiglie su 4 sono presenti dei figli, generalmente 1 o 2. Più della metà di esse (53% ) ha figli nati in Italia. (circa 620mila bambini) Il 15% degli immigrati dichiara di non avere, praticamente, tempo libero durante la settimana lavorativa.
Oltre l'85% degli immigrati intervistati dichiara di trovarsi bene in Italia.

Oltre 1/4 degli immigrati intende rimanere nel nostro Paese per tutta la vita; circa la metà , invece, vorrebbe tornare nel Paese d'origine. Il 20-21% non ha progetti per il futuro.

Alla domanda "Cosa pensano gli immigrati degli italiani" le risposte più frequenti sono state: brava gente; ti aiutano se capiscono che sei sincero; sono attenti all'educazione dei figli; rispettano gli anziani; non capiscono la cultura e le tradizioni del mio paese.

LA CITTADINANZA: La maggior parte degli immigrati (diversamente dagli italiani) sa che sono 10 gli anni necessari per chiedere la cittadinanza sulla base della legge vigente.

Sul totale degli intervistati, il 55% dice di essere interessato a chiedere la cittadinanza, il 20% di non esserlo, mentre il 25% è indeciso.

La maggior parte degli intervistati ritiene che l'obiettivo che il Governo italiano dovrebbe porsi , nei confronti dell'immigrazione, è che vi sia una convivenza pacifica tra gli immigrati e gli italiani.

ITALIANI E IMMIGRATI: "Cosa pensano gli italiani degli immigrati e dell'immigrazione" Negli ultimi anni l'immigrazione ha prodotto tra gli italiani un sentimento di contrarietà e ostilità. L'idea di un altro da sé, che arriva e tenta di inserirsi, crea disagio e scompiglio. Il cittadino italiano si sente spesso prevaricato, perché ha la sensazione che le regole che valgono per lui (fiscali, giuridiche, sociali, culturali) non valgono anche per gli stranieri.

Sostanzialmente il disagio degli italiani è dettato dal fatto che la presenza di altri utenti abbia peggiorato la qualità dei servizi, la disponibilità di alloggi, la qualità dei trasporti.
In sintesi, le risorse per la comunità, già insufficienti, risultano oggi ancora più inique , essendo aumentato il bacino di utenza. Non è quindi un problema di razzismo, quanto di percezione relativa alla distribuzione delle risorse. Lavoro, caro-casa, servizi sanitari, qualità della vita: sono questi gli ambiti dove gli italiani manifestano maggiormente la loro insofferenza, perché ritengono che la presenza degli stranieri abbia ulteriormente aggravato la loro situazione.

La parola "immigrazione" ha, inoltre, un potere evocativo fortemente critico. Si sovrappone a quella di "clandestinità" ed evoca immagini di illegalità. Influisce a tal fine il "bombardamento mediatico" che tende ad esaltare il sensazionalismo della cronaca nera associata all'immigrazione, diffondendo immagini ed esempi negativi e rafforzando lo schema immigrazione-criminalità. Del tutto assente, invece, dalla cronaca sono gli altri volti dell'immigrazione: quella che lavora, produce, contribuisce al bilancio dello Stato e che, spesso e volentieri, subisce anche episodi di violenza e cronaca nera.

Sono numerosi gli italiani intervistati che legano la loro ostilità nei confronti dell'immigrazione, a notizie sentite dai Tg o lette nei titoli dei giornali o sui siti internet. Sono pochi coloro che hanno una conoscenza diretta dell'immigrato, non veicolata dai mezzi di informazione.

Le considerazioni positive sugli immigrati provengono , infatti, per lo più da chi ha contatti con gli immigrati stessi, magari perché ha alle sue dipendenze una colf o una badante in casa.
Gli italiani pensano che gli immigrati siano una risorsa per il mercato del lavoro ma, accettando compensi e incarichi sottopagati, abbassano i livelli salariali di tutti gli altri.

RELIGIONE: Tra le religioni presenti, i musulmani sono percepiti come i più pericolosi, nonostante tra gli immigrati la maggioranza è cattolico-ortodossa. L'essere regolarizzati è la condizione necessaria per avvicinare gli italiani agli immigrati.

PROVENIENZA GEOGRAFICA: Le opinioni sulle nazionalità presenti in Italia: gli slavi, gli albanesi e i rumeni sono le nazionalità verso le quali gli italiani fanno le valutazioni più negative ed ostili. I rom determinano fastidio e si ha paura dei nordafricani. Vera e propria ostilità è espressa nei confronti degli arabi musulmani. Accettazione, ma in parte anche fastidio, verso i venditori ambulanti africani. Simpatia e tenerezza verso gli indiani e i cingalesi. Rispetto verso i filippini e gli asiatici. Sentimenti di diffidenza e indisposizione verso i cinesi.

Gli italiani rimproverano al Governo: di essere impreparato e disorganizzato nella gestione del fenomeno; di essere impreparato e disorganizzato nella gestione delle quote e nel controllo sui clandestini; di essere impreparato e disorganizzato sulla questione sicurezza e controlli e di essere inefficiente nella giustizia.
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