Domenica 7 giugno 2026
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Indagine shock sulla violenza sessuale: per il 55% degli italiani e' colpa delle vittime troppo attraenti

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Che l'Italia sia un Paese permeato da cultura maschilista e' risaputo. Ogni giorno siamo martellati da veline e aspiranti tali, tanto che per complimentare anche le donne di maggior successo nella loro professione le si appella come tali. Ma che questa cultura avesse pervaso cosi' profondamente le coscienze della maggioranza degli italiani da spingerli a colpevolizzare le donne per le violenze sessuali subite, lascia sgomenti.

Donne-Salome' a spasso per la Penisola, troppo libere, disinvolte, scollate e ambigue.
Ma soprattutto protagoniste in camera da letto. Un atteggiamento stile 'Sex and the City' che le trasforma in calamite sessuali, "capaci di far perdere la testa a un uomo, fino a spingerlo alla violenza".
Insomma, alle volte le vittime "possono dare la colpa a loro stesse per l'aggressione subita". Tanto che, "se fossero meno provocanti, le violenze sessuali si ridurrebbero in modo drastico". Questo piu' o meno e' il pensiero del 56% degli uomini italiani. Ma anche, a sorpresa, del 33% delle donne e addirittura del 74% dei giovani, svelato da un'indagine realizzata dall'Airs (Associazione italiana per la ricerca in sessuologia) per ricostruire le dinamiche in gioco "Dalle molestie sessuali allo stupro".
"Un lavoro - spiega all'ADNKRONOS SALUTE il presidente dell'Airs, Franco Avenia (www.francoavenia.com), anticipando i risultati preliminari della ricerca - che portiamo avanti da due anni e che sta arrivando a conclusione. Abbiamo sottoposto un questionario ad hoc a 3mila persone, per individuare le principali variabili all'origine della violenza sessuale nei confronti delle donne, sondando ambiti inesplorati finora in Italia. Un lavoro che ha avuto, tra gli altri, il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Comune di Roma e dell'Universita' di Milano, facolta' di Criminologia". E che ha scoperchiato un mondo di preconcetti, miopia e ignoranza.
I ricercatori hanno elaborato due questionari originali (uno per gli uomini e uno per le donne), e per ora hanno analizzato i dati preliminari, relativi a 1.647 risposte. "Si tratta di una sorta di exit-poll, con i risultati parziali, relativi solo ad alcuni argomenti. Numeri che pero' gia' mostrano evidenze significative".
Questi dati saranno illustrati il prossimo 28 maggio, a Taormina, al Congresso nazionale della Federazione italiana di sessuologia scientifica, mentre per l'analisi definitiva bisognera' attendere l'autunno.
L'analisi dei dati raccolti, sotto la supervisione dell'Airs, viene effettuata da sociologi, sessuologi, psicologi, psichiatri, criminologi, mass-mediologi. "Fra le risposte che ci hanno sorpreso e sconcertato maggiormente - prosegue Avenia - c'e' questa sorta di colpevolizzazione della vittima". Alla domanda 24 ("Secondo lei, le donne sono spesso libere e ambigue sessualmente e cio' le rende alle volte responsabili della violenza sessuale che possono subire?) il 55,8% degli uomini ha risposto affermativamente, come pure il 43% delle donne e il 75% dei giovani.
"Dunque non stupisce troppo che poi - prosegue il sessuologo - il 56% dei maschi pensi che, se le donne fossero meno provocanti, la violenza sessuale nei loro confronti diminuirebbe. Ma certo lascia perplessi il fatto che la pensi cosi' il 33% delle donne e il 74% dei giovani". In barba al successo delle eroine newyorkesi di celluloide, protagoniste anche di un recente film. "Ci aspettavamo una piccola percentuale di giudizi di questo tipo, ma non certo dati simili. Che - sottolinea Avenia - dovrebbero avviare una seria riflessione".
Dal sondaggio emerge, inoltre, che in fatto di consenso al rapporto sessuale gli italiani non hanno poi le idee cosi' chiare. "Il 12% degli uomini e l'11% delle donne ci ha confessato di non sapere che il si' all'intimita' deve essere libero, esplicito ed espresso senza costrizioni", spiega il sessuologo. Inoltre spesso le mura domestiche sono teatro di violenza, anche per ignoranza. Sembra, infatti, che per il 15,7% degli uomini e il 10% delle donne il sesso fatto con moglie o fidanzata contro la sua volonta' non e' considerato una violenza. "Dunque puo' accadere che lui addirittura non abbia idea di fare qualcosa di sbagliato, o che la compagna non si ribelli perche' non crede che il partner sia nel giusto".
Dati estremamente preoccupanti, secondo Avenia. Specie se letti insieme a quelli che fotografano le idee sulle molestie sessuali. Se il 98% degli intervistati dice di sapere di cosa si tratta, il 5% degli uomini e il 9% delle donne non sa che gli atti di molestia sono puniti a livello penale. "E questo espone le vittime al rischio di tacere e subire in silenzio, senza denunciare le aggressioni", evidenzia Avenia. Inoltre per molti le molestie sessuali sono solo fisiche, dai palpeggiamenti ai baci rubati.
"Sguardi, fischi e atteggiamenti che mettono a disagio la vittima per il 50% degli uomini non sono molestie. Un'idea condivisa dal 43% delle donne, che dunque non sa di potersi difendere". E i giovani? "Sono i piu' ingenui: per il 57% queste molestie non sono tali", prosegue il sessuologo. Discorso analogo per i comportamenti verbali, gli apprezzamenti pesanti e le parole sconce: il 35% degli uomini e il 33% delle donne non le considera una forma di molestia.
"Ne sottovaluta l'importanza e, nel caso delle donne, lascia correre.
Ma la molestia sessuale in nuce puo' essere l'anticamera della violenza fisica - avverte Avenia - un molestatore e' gia' un violentatore a livello psicologico".
Il rischio e' che "una molestia prolungata, se non viene interrotta, possa far pensare all'aggressore che la sua vittima in qualche modo gradisca le sue attenzioni, e comunque non si ribellera'.
La tentazione di spingersi oltre diventa forte, e questo puo' essere all'origine di una escalation". Insomma, nella cultura italiana la gravita' di parole, sguardi e allusioni esplicite viene "pericolosamente sottovalutata, anche dalle donne. E' un problema culturale - sottolinea - dal momento che almeno un intervistato su tre sottovaluta la minaccia implicita in parole e gesti aggressivi dal punto di vista sessuale".
Un atteggiamento distratto, trascurato o inconsapevole "che puo' essere alla radice della violenza nei confronti delle donne. In una societa' violenta, non a caso, le aggressioni sessuali aumento. E il primo argine a questo errore viene dalla cultura, dall'informazione. Bisogna parlare agli uomini e alle donne del nostro tempo, e sensibilizzarle sui rischi legati al fatto di sottovalutare questi segnali", dice il sessuologo.
Certo, "la nostra societa' e' cambiata, e per molti adulti non e' piu' un tabu' usare il turpiloquio nella conversazione. Ma allusioni pesanti e un linguaggio irrispettoso devono far risuonare un campanello d'allarme nelle potenziali vittime", conclude l'esperto
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