Venerdì 5 giugno 2026
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Indennizzi processi civili. Corte Strasburgo condanna Italia

U.E. - ITALIA
Notizia ·
La Corte europea dei diritti dell'uomo, con una sentenza emessa oggi a Strasburgo, ha condannato l'Italia per i ritardi nel pagamento degli indennizzi dovuti in 475 cause concernenti la durata eccessiva dei processi civili, dopo che le persone danneggiate avevano presentato dei ricorsi in base alla "legge Pinto" sulla durata ragionevole dei processi. Secondo la Corte di Strasburgo, i ritardi nei pagamenti dei risarcimenti vanno dai 9 ai 49 mesi (e nel 65 per cento dei casi sono stati di almeno 19 mesi), per somme che vanno dai 200 ai 13.749,99 euro. "In Italia - si legge nella sentenza della Corte - c'e' un problema a grande scala legato all'esecuzione delle decisioni prese in base alla Legge Pinto. Al 7 dicembre 2010, erano pendenti piu' di 3.900 richieste, riguardanti, fra l'altro, i ritardi di pagamento degli indennizzi ai sensi della Legge Pinto". In virtu' di cio', la Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato l'Italia a pagare ad ogni ricorrente 200 euro per danni morali e 10.000 euro, congiuntamente, a tutti i ricorrenti per i costi e le spese legali. I giudici di Strasburgo affermano inoltre che la riforma della giustizia attualmente all'esame della Camera dei Deputati rappresenta "un quadro ideale per prendere in conto le indicazioni della Corte, pur non appoggiando tutte le misure previste dalla riforma". La lentezza delle cause civili e' un problema radicato dell'Italia, che ha subito numerose condanne da parte della Corte di Strasburgo e duri richiami dal Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa.Per quanto riguarda la sentenza di oggi, i 475 ricorsi presi in esame sono stati presentati tra l'8 ottobre 2007 e il 9 luglio 2008, e riguardano il mancato pagamento di indennizzi decisi nel 2003 e nel 2007. Per la Corte di Strasburgo vi e' stata anche una disparita' di trattamento, poiche', tra il 2 maggio 2007 e il 10 luglio 2008, gli indennizzi dovuti sono stati versati solo ad alcuni ricorrenti. A Strasburgo evidenziano, inoltre, l'aumento dei ricorsi ricevuti per la non esecuzione degli indennizzi della Legge Pinto - che sono passati dai 613 presentati nel 2007 ai 1.340 fra l'1 giugno ed il 7 dicembre 2010 - e definisce "esponenziale" l'aumento subito negli ultimi anni dall'ammontare degli indennizzi che il governo italiano deve pagare. "A fine dicembre 2008 - si legge nella sentenza - restavano ancora da pagare 36,5 milioni di euro, oltre agli 81 milioni gia' versati". La Legge Pinto (24 marzo 2001) prevede un'equa riparazione per chi ha subito un danno patrimoniale o non patrimoniale per effetto di una violazione dell'art.6, par. 1 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, sul mancato rispetto dei termini per la ragionevole durata dei processi. Per "durata ragionevole" si intende un periodo di 3 anni per il procedimento di primo grado, 2 anni per il secondo e un anno per la Cassazione. Chi e' coinvolto in un processo che va oltre questi termini, a prescindere dall'esito della controversia, puo' chiedere un risarcimento in denaro. Il risarcimento, per ogni anno di eccessiva durata del processo, ammonta a circa 1.000-1.500 euro, ma, per i casi piu' importanti, puo' arrivare fino a 2.000 euro.
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