Giovedì 11 giugno 2026
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India. Un Paese schiacciato dai maggiori produttori e trafficanti di oppio

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Per far fronte alla minaccia del traffico e dell'abuso di droghe, ventidue Paesi dell'Asia occidentale e del Medio Oriente si sono ritrovati a Teheran, capitale dell'iran, lo scorso 14 e 15 ottobre.
Il Narcotics Control Bureau, l'agenzia che si occupa in modo esclusivo della qestione, ha rappresentato l'India alla 37° sessione della "Subcommission on Illicit Drug Traffic and Related Matters in the Near and Middle East".
Il direttore generale dell'agenzia indiana, M.K. Singh, tornato a New Delhi, ha tenuto una conferenza stampa in cui ha detto che "non c'e' Paese che non sia impegnato nella lotta contro i traffici di droghe illegali. Si tratta di una minaccia globale che richiede cooperazione e coordinamento tra i diversi Paesi. Nella conferenza ci siamo confrontati su come contrastare l'ingresso della droga attraverso i confini, come individuare i suoi meccanismi di distribuzione e come usare al meglio le proprie energie e 'Intelligence'. La parte piu' positiva dell'incontro e' stata quella su come affrontare i trattamenti per la riabilitazione e per la conversione delle colture".Singh ha ricordato come in Thailandia piu' del 50% dei terreni che erano coltivati ad oppio, sono ora stati convertiti in coltivazioni di orchidee. E altrettanto sta accadendo in Paesi come l'Afghanistan.
I problemi dell'India sono dovuti alla vicinanza con due zone particolarmente colpite dal fenomeno; il triangolo Pakistan, Afghanistan e Iran; e il cosiddetto triangolo d'oro, cioe' Myanmar, Thailandia e Laos.
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