India. Sotto accusa una clinica che corre troppo...
Una clinica di New Delhi ha annunciato, nella seconda meta' di novembre, di aver curato oltre 100 pazienti con terapie a base di cellule staminali embrionali umane. La Nu Tech Mediworld ha dichiarato di aver agito in conformita' alle linee guida redatte dal governo circa 6 mesi fa, ma secondo l'Indian Council of Medical Research (ICMR), quelle regole non sono state affatto rispettate.
L'ICMR ha stabilito infatti che solo le ricerche su staminali embrionali sono legali, mentre qualsiasi applicazione clinica doveva essere valutata caso per caso. E i vertici del comitato nazionale hanno dichiarato che nessun programma di ricerca della Nutech e' stato approvato; il che significa che se quelle terapie sono state realmente effettuate, i ricercatori hanno utilizzato linee di cellule non approvate dall'istituzione responsabile.
Nelle linee guida si legge che il governo approva e incoraggia questo tipo di ricerca, ma stabilisce che gli istituti devono necessariamente presentare il loro progetto, sia per garantire la trasparenza, sia per ottenere le linee embrionali necessarie, amministrate e distribuite dal registro nazionale della Assisted Reproductive Technology.
Dalla Nu Tech pero' e' arrivata subito la risposta della direttrice Geet Shroff, che ha dichiarato di aver inviato una richiesta formale di autorizzazione al comitato nazionale nel 2003, con un documento intitolato: "Trapianto di staminali embrionali umane ematopoietiche e trattamento per il diabete mellito". La Shroff ha poi ammesso di non aver ricevuto una risposta definitiva, ma ha spiegato che il comitato etico della clinica aveva giudicato favorevolmente l'inizio della sperimentazione, "perche' in grado di alleviare molte sofferenze in pazienti che comunque avevano optato per questa terapia". I vertici dell'ICRM hanno comunque dichiarato di voler conoscere come sono andati realmente i fatti, prima di prendere qualche eventuale provvedimento.
L'ICMR ha stabilito infatti che solo le ricerche su staminali embrionali sono legali, mentre qualsiasi applicazione clinica doveva essere valutata caso per caso. E i vertici del comitato nazionale hanno dichiarato che nessun programma di ricerca della Nutech e' stato approvato; il che significa che se quelle terapie sono state realmente effettuate, i ricercatori hanno utilizzato linee di cellule non approvate dall'istituzione responsabile.
Nelle linee guida si legge che il governo approva e incoraggia questo tipo di ricerca, ma stabilisce che gli istituti devono necessariamente presentare il loro progetto, sia per garantire la trasparenza, sia per ottenere le linee embrionali necessarie, amministrate e distribuite dal registro nazionale della Assisted Reproductive Technology.
Dalla Nu Tech pero' e' arrivata subito la risposta della direttrice Geet Shroff, che ha dichiarato di aver inviato una richiesta formale di autorizzazione al comitato nazionale nel 2003, con un documento intitolato: "Trapianto di staminali embrionali umane ematopoietiche e trattamento per il diabete mellito". La Shroff ha poi ammesso di non aver ricevuto una risposta definitiva, ma ha spiegato che il comitato etico della clinica aveva giudicato favorevolmente l'inizio della sperimentazione, "perche' in grado di alleviare molte sofferenze in pazienti che comunque avevano optato per questa terapia". I vertici dell'ICRM hanno comunque dichiarato di voler conoscere come sono andati realmente i fatti, prima di prendere qualche eventuale provvedimento.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti