India. Storie di proibizionismo: italiano gravemente malato detenuto per possesso di qualche grammo di cannabis
L'ambasciata italiana in India intervenga in favore di Ivano Dal Bó, cittadino veneto di 54 anni, agli arresti domiciliari in India, dove era giunto per turismo, perchè trovato in possesso di alcuni grammi di sostanze stupefacenti (cannabis e 'charas'): sottoposto a procedimento penale e condannato nel gennaio 2007, è stato detenuto nella prigione di Mandi e, dopo il pagamento di una cauzione di 8.000 euro, trasferito agli arresti domiciliari in una pensione nel villaggio Bhuntar-Kulu nella regione dell`Himachal Pradesh indiano. È quanto chiede in una lettera inviata all'ambasciatore Armellini il presidente della conferenza dei Garanti dei detenuti Angiolo Marroni, spiegando che "il caso del signor Dal Bó mi è stato segnalato dall`anziano padre, che mi ha chiesto un aiuto dal momento che il signor Ivano è gravemente malato. Le sue condizioni si sono aggravate per il decorso della malattia, che già in Italia lo costringeva a sottoporsi a trattamento retro virale, e per l`impossibilità di cure adeguate oltre che per le scarse condizioni igienico-sanitarie del luogo in cui risiede". "Le sue condizioni di salute sono cosí delicate che impongono tempestive cure per salvargli la vita: mi appello quindi alla sua sensibilità affinche', nel rispetto delle leggi e delle procedure, si possa con un suo intervento a nome del governo italian far si che il signor Dal Bo` venga trasferito e curato nel nostro Paese".
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