Mercoledì 10 giugno 2026
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Indonesia. Brasiliano condannato a morte per traffico di droghe

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L'ambasciata brasiliana in Indonesia ha dichiarato che "fara' tutto il possibile" per evitare che venga giustiziato Rodrigo Gularte, brasiliano di 32 anni, condannato a morte il 7 febbraio per traffico di droghe.
José Soares, dell'ambasciata a Jakarta, dopo aver riconosciuto la legittimita' della decisione del tribunale ha spiegato che verra' fornito "appoggio umano, psicologico e legale al prigioniero". "Non abbiamo la pena di morte in Brasile, se un indonesiano facesse la stessa cosa nel nostro Paese non sarebbe condannato a questa pena. Faremo tutto il possibile perche' non venga compiuta la sentenza". Dopo avere esperito tutte le possibilita' che ancora restano di appelli e ricorsi, preannuncia il diplomatico, verra' sollecitata la grazia alla presidenza indonesiana.
Gularte e' stato arrestato lo scorso luglio nell'aeroporto di Jakarta mentre cercava di introdurre 6 kg di cocaina nascosti in una tavola da surf.
"Non esiste nessun fattore che possa portare ad una riduzione della condanna", ha detto nel leggere la sentenza il presidente del tribunale, il giudice Suprapto, considerato un "duro" contro il narcotraffico perche' ha condannato 9 persone alla pena massima per questo reato. Ed e' lo stesso magistrato che ha condannato a morte, sempre il 7 febbraio, un cittadino indiano, Gurdip Singh, 32 anni, per il possesso di 300 grammi di eroina.
Nel corso del 2004 sono stati giustiziati due cittadini thailandesi e uno indiano, mentre 28 persone aspettano nel braccio della morte, la maggiorparte per reati collegati alle droghe.
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