Inflazione record, i consumatori si affidano al "compra ora, paga dopo"
Con l'inflazione che erode il potere d'acquisto delle famiglie iraniane, un numero sempre crescente di negozi di quartiere e rivenditori alimentari sta rispolverando un'antica pratica: il credito informale su libretto, una forma locale di «compra ora, paga dopo» (in persiano hesab-daftari). A riportarlo è il Financial Times, citando a sua volta il quotidiano iraniano Etemad.
Un fenomeno che, fino a non molti anni fa, riguardava esclusivamente beni durevoli e di lusso come mobili o elettronici, si è ormai esteso agli acquisti di prima necessità: frutta, riso, detersivi, pollo. Secondo le testimonianze raccolte da Etemad a Teheran e in altre città, anche i piccoli macellai e i fruttivendoli di vicinato stanno offrendo linee di credito informali ai clienti abituali, spesso senza garanzie, senza assegni né accordi scritti — solo sulla base della fiducia reciproca.
«Vengono ogni settimana e saldano a inizio mese, quando arriva lo stipendio», racconta un commerciante di Teheran. «È come un piano rateale, solo che è tra noi.»
L'economista Ahmad Janjan, intervistato dal quotidiano, spiega che il cambiamento è profondo: «In passato, comprare a rate significava permettersi un bene di lusso. Oggi serve per acquistare pane e shampoo.» Il fenomeno è alimentato principalmente dal calo dei salari reali, dall'assenza di risparmi liquidi e dall'aumento generalizzato del costo della vita.
Sullo sfondo, i dati macroeconomici parlano chiaro. L'inflazione tendenziale in Iran ha raggiunto il 71,8% su base annua (confronto con marzo 2025), mentre quella sui prodotti alimentari, bevande e tabacchi ha toccato il 112,5%. Il Fondo Monetario Internazionale aveva stimato, già prima dell'escalation delle tensioni geopolitiche, un'inflazione media del 43% per il 2025. Circa un terzo della popolazione vive attualmente al di sotto della soglia di povertà.
Accanto al credito informale di bottega, crescono anche le piattaforme digitali di pagamento dilazionato: operatori come Digikala e Snapp Pay stanno registrando una rapida espansione, intercettando la domanda di chi non ha liquidità immediata nemmeno per i bisogni quotidiani.
Gli economisti iraniani, citati da Etemad, avvertono però che il ricorso massiccio al credito — in assenza di protezioni per i consumatori e di sistemi affidabili di valutazione del merito creditizio — comporta rischi seri nel medio periodo. «Non esistono regole uniformi in materia», sottolinea Janjan. «Le persone rischiano di ritrovarsi con debiti che non riescono a sostenere, e tutto questo per comprare beni di prima necessità.» Anche l'economista Morteza Afghah mette in guardia: «Ottieni ciò che ti serve oggi, ma gli obblighi di rimborso si accumulano e possono gravare ulteriormente sulle famiglie.»
Il quadro complessivo, definito dagli esperti come stagflazione — combinazione di alta inflazione e stagnazione economica — segnala che il debito si sta trasformando, per molti iraniani, da strumento d'emergenza a modalità ordinaria di sopravvivenza quotidiana.