Venerdì 5 giugno 2026
Menu

Influenza A, verso l'emergenza in carcere

U.E. - ITALIA
Notizia ·
"Con i livelli di sovraffollamento attuali, per altro tendenti ad aumentare, c'e' il rischio concreto che le carceri italiane siano fra i primi luoghi dove il virus A/N1H1 possa attecchire e diffondersi nella sua forma peggiore". E' l'allarme lanciato dal Garante dei diritti dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni dopo i sopralluoghi effettuati dai suoi collaboratori, nelle carceri del Lazio.
"Giustamente si parla di una campagna di vaccinazione che, nei prossimi mesi, riguardera' alcune categorie a rischio - ha detto Marroni, che e' anche vicepresidente della Conferenza Nazionale dei Garanti dei detenuti: - quello che mi stupisce e' che fra tali priorita' nessuno parli del carcere in tutte le sue componenti: detenuti, agenti di polizia penitenziaria, volontari e i loro familiari©. In effetti il pianeta carcere - 206 istituti con oltre 64mila persone recluse in tutta Italia, dai minorenni agli ultraottuagenari, con oltre il 35% di stranieri e il 30% di tossicodipendenti - sembra racchiudere tutte le criticita' tali da farlo ritenere una priorita' nell'emergenza H1N1. Negli istituti si registra, infatti, un indice di salute medio - grave (con oltre 6 persone su 10 malate), una diffusione elevata di malattie come tubercolosi, epatiti B e C, diabete e hiv, problemi cardiocircolatori e polmonari, una frequenza altissima di reclusi con fragilita' mentale e un numero di decessi che, solo nei primi sette mesi del 2009, e' gia' a quota 118, fra cui 45 suicidi. Ai detenuti vanno poi aggiunti 34mila agenti di polizia penitenziaria e centinaia di operatori dell'area educativa (educatori, UEPE, volontari, direttori ecc). Secondo il DAP, nel 2008, il turn over nelle carceri ha coinvolto piu' di 90.000 persone. Queste persone sono costrette a vivere 24 ore al giorno in ambienti non salubri, vetusti, in strutture che all'80 non sono a norma, sovraffollate e che per questo non rispondono alle norme per cio' che concerne, ad esempio, i m/quadrati, la luce, la ventilazione e i servizi igienici pro capite, con una oggettiva impossibilita' di minimizzare i contatti con le persone ammalate. A questa massa di persone occorre poi aggiungere le criticita' rappresentate dagli immigrati (e relativi sorveglianti e addetti) ospitati nei 13 CIE italiani e dai minori dei 17 istituti penitenziari minorili. "In assenza di notizie certe, sto predisponendo una lettera urgente da inviare al ministro del Welfare e a quello della Giustizia e al capo del DAP - ha concluso Marroni - per invitarli, in vista della riunione che dovrebbe stabilire le linee guida della campagna di vaccinazione, ad inserire anche il carcere fra le priorita' del piano di prevenzione e controllo dell'epidemia. Con le condizioni attuali si corre davvero il rischio che il virus H1N1 mostri la sua faccia piu' virulenta proprio nelle carceri".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →