Informazione finanziaria: i giornalisti devono educare il pubblico
I giornalisti devono educare il pubblico a come leggere e ascoltare notizie finanziarie, tanto piu' alla luce delle brutte esperienze degli ultimi tempi. Questa la richiesta avanzata da piu' parti alla categoria nel corso di un convegno organizzato dalle Fnsi a Milano sul tema "Mass Media e regole dell' informazione finanziaria".
Il ruolo del giornalista, nel momento in cui entrera' in vigore la direttiva europea sugli abusi di mercato con il recepimento del Parlamento che e' previsto entro ottobre 2004, sara' sempre piu', ha sottolineato il responsabile della divisione mercati della Consob Claudio Salini, attivo e non piu' soltanto passivo. "Non si trattera' soltanto di educare il pubblico evitando informazioni fuorvianti e non vere -ha detto- ma di vedersi riconosciuto un ruolo". La Commissione, e' stato spiegato in questo senso, ha gia' da tempo provveduto a fare in modo che i giornalisti abbiano accesso agli incontri delle societa' con gli analisti finanziari. Questo allo scopo di far arrivare al pubblico informazioni che il professionista ritiene importanti sulla vita di una societa'.
E se per il resto il giornalista dovrebbe essere trattato come qualsiasi altro cittadino sul piano del rilievo civile e penale delle sue azioni, da piu' parti si e' posto l'accento sui limiti che la direttiva europea mette, relativamente al possesso di azioni, alla diffusione delle notizie ed altro. Questo dal momento che appare molto piu' rigida dell'attuale normativa italiana secondo cui vi deve essere una sensibile alterazione dei prezzi di Borsa perche' si possa parlare di un reato.
"Io vedo troppe preoccupazioni -ha affermato da parte sua il presidente di Assogestioni Guido Cammarano-. In fondo basta fare il proprio lavoro correttamente, e se non c'e' dolo non mi sembra che si tratti di una regolamentazione particolarmente punitiva". Il punto, hanno sostenuto diversi giornalisti, e' quello di avere opportuni codici di autoregolamentazione interni, che in gran parte gia' ci sono. Ma chi non li ha, ha evidenziato Cammarano, "sarebbe bene se ne dotasse. Le sanzioni, insomma, vengono applicate soltanto in un contesto fuorviante".
Il ruolo del giornalista, nel momento in cui entrera' in vigore la direttiva europea sugli abusi di mercato con il recepimento del Parlamento che e' previsto entro ottobre 2004, sara' sempre piu', ha sottolineato il responsabile della divisione mercati della Consob Claudio Salini, attivo e non piu' soltanto passivo. "Non si trattera' soltanto di educare il pubblico evitando informazioni fuorvianti e non vere -ha detto- ma di vedersi riconosciuto un ruolo". La Commissione, e' stato spiegato in questo senso, ha gia' da tempo provveduto a fare in modo che i giornalisti abbiano accesso agli incontri delle societa' con gli analisti finanziari. Questo allo scopo di far arrivare al pubblico informazioni che il professionista ritiene importanti sulla vita di una societa'.
E se per il resto il giornalista dovrebbe essere trattato come qualsiasi altro cittadino sul piano del rilievo civile e penale delle sue azioni, da piu' parti si e' posto l'accento sui limiti che la direttiva europea mette, relativamente al possesso di azioni, alla diffusione delle notizie ed altro. Questo dal momento che appare molto piu' rigida dell'attuale normativa italiana secondo cui vi deve essere una sensibile alterazione dei prezzi di Borsa perche' si possa parlare di un reato.
"Io vedo troppe preoccupazioni -ha affermato da parte sua il presidente di Assogestioni Guido Cammarano-. In fondo basta fare il proprio lavoro correttamente, e se non c'e' dolo non mi sembra che si tratti di una regolamentazione particolarmente punitiva". Il punto, hanno sostenuto diversi giornalisti, e' quello di avere opportuni codici di autoregolamentazione interni, che in gran parte gia' ci sono. Ma chi non li ha, ha evidenziato Cammarano, "sarebbe bene se ne dotasse. Le sanzioni, insomma, vengono applicate soltanto in un contesto fuorviante".
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