Lunedì 8 giugno 2026
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Ingoia bustina droga. Cassazione assolve per autodifesa

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Ha ingoiato una bustina di eroina mentre il pusher che gliela aveva ceduta veniva arrestato. Condannato in appello per favoreggiamento personale, Placido B. e' stato assolto dalla Cassazione "perche' il fatto non costituisce reato" perche' l'atto di ingoiare la droga va inquadrato in una forma di "autodifesa", volta ad evitare "un nocumento alla sfera della sua liberta' personale o del suo onore".
La vicenda si e' svolta a Roma dove P. B., ultracinquantenne, era stato fermato e condannato per favoreggiamento avendo aiutato M.
F. ad eludere le investigazioni, ingoiando la bustina di droga appena cedutagli dallo spacciatore, arrestato per spaccio di droga e trovato in possesso di denaro e di altre due bustine di stupefacente simili a quelle cedute a P. B.. Contro la doppia condanna, la difesa di P. B.
ha fatto ricorso con successo in Cassazione, facendo notare che il gesto incriminato "non aveva pregiudicato in alcun modo le indagini, ne' aveva offeso l'amministrazione della giustizia".
Piazza Cavour ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio e ha evidenziato che in maniera illegittima non e' stata applicata l'esimente prevista dall'art. 384 c.p. sulla base del fatto che l'uomo aveva "il serio timore di poter subire dalla vicenda di cui era stato a suo modo protagonista passivo un nocumento alla sfera della sua liberta' personale e del suo onore".
Insomma, a modo di vedere della Cassazione, "l'azione realizzata dall'imputato, prima ancora che a prestare aiuto allo spacciatore di droga (peraltro arrestato in flagranza in presenza del ricorrente), appare dettata dal precipuo intento di tenersi lontano dall'episodio e di evitare o prevenire il rischio di vedersi applicare le sanzioni amministrative quale acquirente di stupefacente destinata al proprio personale consumo non terapeutico". Da qui l'annullamento della condanna "perche' il fatto non costituisce reato".
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