Inquinamento: il richiamo dell'Ocse
Le cifre pubblicate dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) fanno venire i brividi. Al ritmo attuale, le emissioni mondiali di gas serra aumenteranno del 52% entro il 2050, accelerando calore, siccita', tempeste e inondazioni. Dal lato agricolo, le aree riservate alle colture energetiche cresceranno del 242% entro il 2030, con conseguente ulteriore perdita di habitat naturale e impoverimento della biodiversita'. Tra 22 anni la penuria d'acqua colpira' 4 miliardi di individui e l'inquinamento dell'aria raddoppiera' le morti premature.
Eppure non c'e' da disperare. Secondo l'Ocse, basterebbe dedicare l'1% del Pil mondiale di qui al 2030 (700 miliardi di dollari) ad azioni mirate, per ridurre, se non bloccare, le catastrofi ambientali. "Non e' a buon mercato ma e' abbordabile, e soprattutto decisamente meno oneroso per l'umanita' e l'economia che l'inerzia", ha detto il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria.
E' il punto piu' interessante del rapporto: crescita economica e tutela dell'ambiente non solo vanno di pari passo, ma l'uno non puo' fare a meno dell'altro. Le soluzioni? Quelle gia' note: carbon tax, permessi d'inquinare negoziabili; sviluppo di agrocarburanti di seconda generazione (biomassa residuale), quote di pesca piu' severe unite al sostegno ai pescatori...
Importante e' agire, collaborare, non aspettare ancora una generazione.
Eppure non c'e' da disperare. Secondo l'Ocse, basterebbe dedicare l'1% del Pil mondiale di qui al 2030 (700 miliardi di dollari) ad azioni mirate, per ridurre, se non bloccare, le catastrofi ambientali. "Non e' a buon mercato ma e' abbordabile, e soprattutto decisamente meno oneroso per l'umanita' e l'economia che l'inerzia", ha detto il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria.
E' il punto piu' interessante del rapporto: crescita economica e tutela dell'ambiente non solo vanno di pari passo, ma l'uno non puo' fare a meno dell'altro. Le soluzioni? Quelle gia' note: carbon tax, permessi d'inquinare negoziabili; sviluppo di agrocarburanti di seconda generazione (biomassa residuale), quote di pesca piu' severe unite al sostegno ai pescatori...
Importante e' agire, collaborare, non aspettare ancora una generazione.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti