Sabato 6 giugno 2026
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Inquinamento: il richiamo dell'Ocse

MONDO
Notizia ·
Le cifre pubblicate dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) fanno venire i brividi. Al ritmo attuale, le emissioni mondiali di gas serra aumenteranno del 52% entro il 2050, accelerando calore, siccita', tempeste e inondazioni. Dal lato agricolo, le aree riservate alle colture energetiche cresceranno del 242% entro il 2030, con conseguente ulteriore perdita di habitat naturale e impoverimento della biodiversita'. Tra 22 anni la penuria d'acqua colpira' 4 miliardi di individui e l'inquinamento dell'aria raddoppiera' le morti premature.
Eppure non c'e' da disperare. Secondo l'Ocse, basterebbe dedicare l'1% del Pil mondiale di qui al 2030 (700 miliardi di dollari) ad azioni mirate, per ridurre, se non bloccare, le catastrofi ambientali. "Non e' a buon mercato ma e' abbordabile, e soprattutto decisamente meno oneroso per l'umanita' e l'economia che l'inerzia", ha detto il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria.
E' il punto piu' interessante del rapporto: crescita economica e tutela dell'ambiente non solo vanno di pari passo, ma l'uno non puo' fare a meno dell'altro. Le soluzioni? Quelle gia' note: carbon tax, permessi d'inquinare negoziabili; sviluppo di agrocarburanti di seconda generazione (biomassa residuale), quote di pesca piu' severe unite al sostegno ai pescatori...
Importante e' agire, collaborare, non aspettare ancora una generazione.
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