Venerdì 5 giugno 2026
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Iran. Peggiora il problema droghe

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L'Iran e' tradizionalmente un Paese dove si consumano droghe, in particolare oppio. A fare il punto della situazione e' un pezzo di Radio Free Europe/Radio Liberty. Nel corso degli anni il Governo ha cercato di eradicare le coltivazioni di papavero, ma la vicinanza con l'Afghanistan non fa che peggiorare il problema. Si e' registrato anche un aumento del consumo di cannabis e delle droghe sintetiche (metamfetamine ed ecstasy).
Nel 2004, sono uscite dall'Afghanistan con destinazione Pakistan e Iran, 500 tonnellate di morfina ed eroina, e 1.000 tonnellate d'oppio.
Durante la giornata mondiale contro le droghe, lo scorso 26 giugno, sono state bruciate a Teheran 64 tonnellate di stupefacenti. In quella cerimonia, il segretario generale dell'Antidroghe Ali Hashemi, ha dichiarato che la vicinanza con il Paese maggiore produttore mondiale di droghe e' un grosso problema per l'Iran, e che ci vorranno dieci anni per distruggere tutte le coltivazioni afghane.
Secondo fonti dell'Onu, i sequestri sono ingenti, ma colpiscono solo il 10-15% delle droghe che entrano nel Paese, di cui il 40% rimangono in Iran, mentre il 60% sono dirette in Iraq, Turchia, Caucaso ed eventualmente in Europa.
Sono circa due milioni i tossicodipendenti iraniani. Dati risalenti al 1999, e dunque in difetto.
La maggioranza si inietta la droga per via endovenosa, facendo aumentare anche i casi di infezioni da HIV/AIDS. Per l'Unodc sarebbero 15 mila i sieropositivi, e il 65-75% lo sono diventati per lo scambio delle siringhe.
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