Sabato 6 giugno 2026
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Iran. Quasi quattro milioni di consumatori

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Oltre il 5 per cento della popolazione iraniana fa uso di stupefacenti, secondo gli ultimi dati resi noti dal ministero della Salute. Una conferma che, nonostante le leggi intransigenti della Repubblica islamica, il fenomeno è in costante aumento, soprattutto tra i giovani. Fino ad ora le autorità avevano ammesso l'esistenza soltanto di due milioni di consumatori. Ma Mohammad Mehdi Gouya, capo del Centro per il controllo delle malattie del Ministero della Salute, citato oggi dall'agenzia semi-ufficiale Isna, ha parlato di 3,7 milioni di consumatori, dei quali 2,5 milioni tossicodipendenti. Gouya non ha specificato a quali droghe si riferisse, ma probabilmente parlava solo di quelle pesanti, perché se si dovesse considerare anche l'uso di cannabis, l'impressione è che la cifra aumenterebbe di molto. Due anni fa il capo del quartier generale anti-stupefacenti, Ali Hashemi, ebbe a dire che nella Repubblica islamica ben 13 milioni di persone "hanno a che fare in un modo o nell'altro con la droga". Gouya ha anche ammesso che, secondo stime non ufficiali, nel Paese vi sono 70.000 sieropositivi, mentre i dati accertati parlano di poco più di 13.000. Nella maggioranza dei casi il virus è stato contratto attraverso l'uso di siringhe sporche per iniettarsi eroina. Dopo la rivoluzione islamica in Iran sono state distrutte le piantagioni di oppio, che in passato veniva fumato quasi esclusivamente da persone anziane, ed è stata applicata una legge che prevede la pena di morte per i trafficanti trovati in possesso di almeno 30 grammi di eroina o cinque chilogrammi di oppio. Le sentenze vengono a volte eseguite con impiccagioni sulla pubblica piazza. Ciò non è però bastato per fermare il traffico dell'oppio e di suoi derivati, soprattutto l'eroina, prodotti in Afghanistan e diretti verso i mercati occidentali e del Medio Oriente. Così come non è bastato per impedire l'esplosione del consumo interno. L'uso di oppio si è diffuso anche tra i giovani, ma a poco a poco si è fatta strada anche l' eroina. In passato fonti di polizia hanno rivelato che oltre il 50 per cento dei detenuti sono consumatori di stupefacenti e molti continuano a farne uso anche in carcere. Ma oltre all'oppio e all' eroina si è diffuso in Iran negli ultimi anni l'uso di ecstasy, che ha anche provocato più di un decesso. La televisione di Stato, molto 'ingessata' su argomenti politici e religiosi, ha ammesso l'emergenza del fenomeno, mandando in onda cartoni animati educativi in cui si invitano i giovanissimi a rifiutare pillole offerte loro durante le feste private in stile 'disco', che in teoria sarebbero vietate dalla legge islamica.
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