Lunedì 8 giugno 2026
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Iran. I traffici d'oppio dall'Afghanistan sono un problema

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Secondo il recente rapporto dell'Onu, l'Iran e' tra le principali rotte per il trasporto in Occidente delle droghe provenienti dall'Afghanistan e dal Pakistan, ed e' uno dei Paesi maggiormente influenzati dalla produzione afghana. A peggiorare la gia' grave situazione e' l'aumento del numero di tossicodipendenti e dei casi di HIV/AIDS registrati.
"L'Afghanistan quest'anno ha prodotto 6100 tonnellate di oppio, e circa l'80% passa attraverso il Pakistan e l'Iran", ha dichiarato Antonio Maria Costa, a capo dell'Unodc nel suo recente viaggio in Iran, aggiungendo che solo un quarto di queste quantita' sono intercettate dalle forze dell'ordine. "E' importante", ha concluso, "che questi tre Paesi condividano gli intenti per affrontare questo problema. L'Iran e' al secondo posto per quanto riguarda la domanda di droghe e meta' dalla sua popolazione e' composta da persone con meno di 24 anni. Non sorprende che ci sia uno dei piu' alti tassi mondiali di consumo di droghe".
Dati ufficiali rivelano che in 27 anni 3600 doganieri iraniani sono stati uccisi nella lotta ai traffici illegali; nel 2005 stati sequestrati 231 tonnellate d'oppio, quantita' maggiore rispetto ad altri Paesi.
"Ci sono prove evidenti secondo le quali l'Iran e' seriamente impegnato a fermare le droghe afghane, impedendo che arrivino ai cittadini" si legge nel rapporto a cura dello "State Department's Bureau for International Narcotics and Law Enforcement Affairs" (INL) del 2006.
Anche se gli Stati Uniti e l'Iran non stanno collaborano direttamente, il Governo statunitense incoraggia le cooperazioni tra i paesi del Medio Oriente.
L'INL e' una delle Agenzie Usa che collaborano con Governo afghano per combattere le droghe. "Non si ha un sistema politico stabile senza un'economia stabile; non si ha un Paese sicuro fintanto che al suo interno ci sono le droghe" ha dichiarato Thomas Schweich del'INL.
Secondo il rapporto Onu "2006 AIDS Epidemic Update", il consumo delle droghe per vie intravenose e' un grande problema in Iran. "Quasi uno su quattro (o il 23%) dei tossicodipendenti di droghe pesanti e' sieropositivo a causa dello scambio di siringhe infette".
Per combattere questo problema, l'Iran ha iniziato programmi antidroghe con il metadone, e la distribuzione di siringhe sterili.
L'Iran ha inoltre stanziato milioni di dollari per i programmi antidroghe, e l'Unodc ulteriori 21,3 milioni di dollari per i prossimi tre anni.
"Fermare il traffico di narcotici in Afghanistan e' un complesso processo che deve iniziare con un forte impegno da parte dei livelli piu' alti della politica. E' necessario l'intervento dei leaders religiosi e dei membri del Governo, i quali possono far capire il messaggio alla popolazione meglio di chiunque altro, e un impegno in azioni concrete contro i criminali. E' errata l'idea che l'oppio sia necessario per la sopravvivenza dell'Afghanistan", ha concluso Schweich.
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