Iran. Viaggio di Antonio Mario Costa (Unodc)
Le iniziative per combattere il flusso di stupefacenti proveniente dall'Afghanistan e la diffusione dell'Aids sono gli argomenti al centro di una serie di incontri avviati oggi a Teheran da Antonio Mario Costa, direttore dell'ufficio dell'Onu per il controllo del traffico di droga (Unodc), con sede a Vienna.Il presidente iraniano Mohammad Khatami, incontrando Costa, ha lamentato che l'attuale situazione politica mondiale induca la comunita' internazionale a ''trascurare calamita' quali la droga e l'Aids, che sono piu' distruttive della guerra''. Soltanto in Iran, ha detto Khatami, 3.500 uomini delle forze di sicurezza sono rimasti uccisi in scontri con trafficanti di droga dalla rivoluzione del 1979.
Costa ha detto che tra gli obiettivi primari dell'Unodc, che ha aperto un ufficio in Afghanistan, vi e' la sostituzione delle coltivazioni di oppio in quel Paese, che detiene i tre quarti della produzione dello stupefacente a livello mondiale, e ha aggiunto di sperare in una efficace collaborazione dell'Iran nella sorveglianza dei confini con il vicino Paese.
Costa, che oggi ha incontrato, oltre a Khatami, il ministro degli Esteri Kamal Kharrazi e il capo dell'apparato giudiziario, Mahmud Hashemi Shahrudi, ha in programma martedi' una trasferta a Zahedan, citta' nel sud-est dell'Iran, vicino ai confini con Afghanistan e Pakistan, sui quali si rechera' per una ricognizione con le autorita' locali.
In Afghanistan per quest'anno si prevede una produzione di 3.600 tonnellate di oppio, con un aumento dell'otto per cento rispetto al 2002. Gli ettari coltivati a papavero sono circa 80mila, e si calcola che lo stupefacente produca il 23 per cento dell'intero prodotto interno lordo del Paese, che e' di 4,4 miliardi di dollari.
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