Mercoledì 10 giugno 2026
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Iraq. Aumento del consumo di droghe, dopo l'intervento militare

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Dall'intervento militare in Iraq sono aumentati il consumo e il traffico delle droghe. E i motivi, secondo autorevoli esperti, sono molteplici.
Per Keith Humpreys della Stanford University che sta aiutando i colleghi irakeni a ricostruire il sistema psichiatrico statale e Paul Hughes che lavora per l'US Institute for Peace la causa e' da attribuire alla perdita del controllo del confine tra l'Iran e l'Iraq, area di transito della droga afghana, e per Salih al-Hasnawi psichiatra e direttore del dipartimento di sanita' di Karbala, a sud di Baghdad, l'aumento e' dovuto alla condizione sociale confusa di cui si nutre il crimine organizzato.
"E' una condizione che si e' vista in altri Paesi in periodi post-bellici -ha dichiarato Hamid Ghodse presidente dell'International Narcotics Control Board, durante la riunione tenuta a Vienna dall'Unodc-. L'indebolimento delle frontiere fa diventare il Paese un posto di transito per le droghe".
Per Adel Ja'afer Abdul Sahib, direttore dell'Ibn Rushd Psychiatric Hospital, l'unico ospedale di Baghdad che cura le tossicodipendenze da alcol e droghe, "i pazienti, quasi tutti tra i 20/30 anni, assumono alcol, Valium e sciroppi per la tosse. I tossicodipendenti nella capitale aumentano costantemente per la poverta', la disoccupazione e i problemi di sicurezza sociale. Prima della guerra non avevo mai visto l'hashish o la cocaina in Iraq. Il Paese e' diventato il luogo dei traffici e del contrabbando dai Paesi vicini".
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