Iraq. Baghdad meglio di Amsterdam?
Secondo quanto riporta il magazine di controcultura "High Times", nell'Iraq del dopo-Saddam, se c'e' una cosa che non manca, e' la marijuana, e soprattutto, la possibilita' di fumarla."Al momento -scrive Dave Enders da Baghdad- c'e' pochissimo rispetto per la legge. Un tempo, fumare una canna poteva significare la condanna a morte, oggi lo si puo' tranquillamente fare liberamente di fronte ad un poliziotto. Anche se, con tutta probabilita', non doveva essere esattamente questa la liberta' che il presidente Bush voleva portare agli iracheni".
Negli ultimi tempi, il giornale ha un po' "aperto" il proprio campo visivo, passando a trattare anche temi che non siano semplicemente la marijuana, "dobbiamo elevare il livello della discussione -dice l'editore Richard Stratton- anziche' continuare a predicare a coloro che sono gia' convertiti".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti