Iraq. Paradiso per gli spacciatori
Un importante ufficiale della polizia irachena, Munim Abd al-Razaq, ha richiesto che gli ufficiali che facevano parte dell'esercito iracheno vengano inseriti nelle forze di polizia per fermare il traffico di cocaina che sta investendo il Paese.Secondo quanto riporta il sito di Al Jazeera, fino a questo momento, il punto di maggiore traffico e' controllato dalle forze di occupazione polacche ed ucraine che non riescono a fermare il flusso. Per questo, da aprile, verranno mandati nell'area 1200 poliziotti iracheni in piu'.
Il membro del Consiglio di Governo iracheno, Mahmud Uthman, ha dichiarato che "nel passato l'Iraq aveva migliaia di posti di frontiera ben controllati, ma oggi, questa zona (al confine iraniano n.d.r.) riceve una scarsa attenzione da parte delle autorita'".
Anche il rilascio in blocco dei detenuti comuni prima della guerra avrebbe contribuito all'aumento dei traffici e del consumo di droghe, anche in modi che prima della guerra erano sconosciuti. Oggi, come dice Saad Ibrahim, giornalista dell'emittente televisiva, qualsiasi cameriere in qualsiasi bar di Baghdad sa che un te' da 400 dinari, significa che dentro il te' si deve mettere qualcos'altro.
Gli stupefacenti si possono trovare anche nei centri delle due citta' sante di Najaf e Karbala, ed a Baghdad, vengono venduti assieme ai giornali dai bambini al semaforo.
"Una volta -conclude Ibrahim- in Iraq la gente aveva anche paura di raccontare le barzellette sulla droga. Oggi ti si avvicina un bambino al semaforo chiedendoti se vuoi un giornale, o qualcos'altro".
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