Ispesl: a immigrati lavori sporchi, pericolosi e gravosi
Ci sono "nicchie di attivita' lavorative a rischio che sembrano in Italia essere riservate a questi lavoratori". Marta Petyx, ricercatrice dell'Ispesl (Istituto superiore prevenzione e sicurezza sul lavoro) descrive quel e' la situazione lavorativa che un immigrato trova arrivando in Italia.
Petyx- nel corso del workshop internazionale 'Cultura, salute, migrazioni' organizzato dalla Struttura complessa di medicina preventiva delle migrazioni, del turismo e di dermatologia tropicale del San Gallicano di Roma in collaborazione con l'Istituto internazionale di scienze mediche antropologiche sociali (Iismas)- parla delle "tre D" del lavoro d'importazione: quello che che l'Italia offre agli immigrati e' un lavoro "dirty (sporco), dangerous (pericoloso) e demanding (gravoso)". Proprio per questo anche chi arriva "con un titolo di studio, o con elevate competenze professionali, non riescono a mettere a frutto le loro capacita'". E, a farne le spese, non sono solo loro, gli extracomunitari, ma anche l'Italia, "che non puo' avvalersi a pieno delle loro capacita'".
Petyx- nel corso del workshop internazionale 'Cultura, salute, migrazioni' organizzato dalla Struttura complessa di medicina preventiva delle migrazioni, del turismo e di dermatologia tropicale del San Gallicano di Roma in collaborazione con l'Istituto internazionale di scienze mediche antropologiche sociali (Iismas)- parla delle "tre D" del lavoro d'importazione: quello che che l'Italia offre agli immigrati e' un lavoro "dirty (sporco), dangerous (pericoloso) e demanding (gravoso)". Proprio per questo anche chi arriva "con un titolo di studio, o con elevate competenze professionali, non riescono a mettere a frutto le loro capacita'". E, a farne le spese, non sono solo loro, gli extracomunitari, ma anche l'Italia, "che non puo' avvalersi a pieno delle loro capacita'".
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