Israele. Cellule embrionali di maiali trasformate in organi da trapiantare
Gli embrioni di maiale potrebbero diventare la fonte di organi e tessuti destinati ai trapianti. Con meno rischi rispetto ai 'pezzi di ricambio' prelevati da animali adulti. Lo affermano i ricercatori del Weizmann Institute of Science in Israele, che sono riusciti a trasformare cellule estratte da embrioni di maiale in fegato, pancreas e tessuti polmonari da trapiantare nei topi. Lo studio e' pubblicato sulla rivista Pnas.
"Considerate le questioni etiche sollevate dall'uso di cellule staminali embrionali o di feti abortiti -sottolinea Yair Reisner, che ha guidato la ricerca- questa potrebbe rappresentare una soluzione praticabile alla carenza di organi per i trapianti".
Il grosso problema che finora ha sbarrato la strada alla scienza dei trapianti e' che questi si sono rivelati pericolosi perche' in grado di determinare tumori, quando per il trapianto sono state usate le cellule staminali di embrioni di maiale, oppure il rigetto quando invece l'organo era prelevato da suini adulti. I ricercatori hanno pensato che la soluzione fosse il tempo esatto del prelievo dal maiale 'donatore', una finestra di tempo in cui l'organo fosse gia' parzialmente formato ma ancora privo di molecole di superficie che permettano alle difese immunitarie dell'organismo ricevente di riconoscerlo come estraneo e rigettarlo.
Andando per tentativi in numerosi test sui roditori gli esperti hanno cosi' identificato qual e' l''ora X' per ogni organo testato: fegato, polmone, pancreas, l'organo va prelevato negli embrioni di maiale subito dopo che si e' iniziato a formare. Solo cosi', hanno concluso gli esperti, il trapianto sui roditori e' riuscito senza effetti collaterali.
Gli xenotrapianti sono uno dei filoni di ricerca per far fronte alla carenza di organi destinati al trapianto. Ma l'uso di organi di animali, in particolare maiali, espone a molti rischi, non ancora superati, come possibili infezioni o una massiccia reazione di rigetto da parte dell'organismo ricevente. Questo problema sembra ridursi utilizzando gli embrioni di maiale, sostengono i ricercatori del Weitzmann Institute: rispetto all'organo prelevato dall'animale adulto, infatti, sono minori livelli di proteina responsabile della reazione immunitaria.
"Considerate le questioni etiche sollevate dall'uso di cellule staminali embrionali o di feti abortiti -sottolinea Yair Reisner, che ha guidato la ricerca- questa potrebbe rappresentare una soluzione praticabile alla carenza di organi per i trapianti".
Il grosso problema che finora ha sbarrato la strada alla scienza dei trapianti e' che questi si sono rivelati pericolosi perche' in grado di determinare tumori, quando per il trapianto sono state usate le cellule staminali di embrioni di maiale, oppure il rigetto quando invece l'organo era prelevato da suini adulti. I ricercatori hanno pensato che la soluzione fosse il tempo esatto del prelievo dal maiale 'donatore', una finestra di tempo in cui l'organo fosse gia' parzialmente formato ma ancora privo di molecole di superficie che permettano alle difese immunitarie dell'organismo ricevente di riconoscerlo come estraneo e rigettarlo.
Andando per tentativi in numerosi test sui roditori gli esperti hanno cosi' identificato qual e' l''ora X' per ogni organo testato: fegato, polmone, pancreas, l'organo va prelevato negli embrioni di maiale subito dopo che si e' iniziato a formare. Solo cosi', hanno concluso gli esperti, il trapianto sui roditori e' riuscito senza effetti collaterali.
Gli xenotrapianti sono uno dei filoni di ricerca per far fronte alla carenza di organi destinati al trapianto. Ma l'uso di organi di animali, in particolare maiali, espone a molti rischi, non ancora superati, come possibili infezioni o una massiccia reazione di rigetto da parte dell'organismo ricevente. Questo problema sembra ridursi utilizzando gli embrioni di maiale, sostengono i ricercatori del Weitzmann Institute: rispetto all'organo prelevato dall'animale adulto, infatti, sono minori livelli di proteina responsabile della reazione immunitaria.
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