Istat: aumentano le nascite, ma grazie agli stranieri
Non si arresta il trend positivo di natalita' per l'Italia. Un dato che si ottiene soprattutto grazie agli stranieri e che si accompagna alla crescita dell'eta' media delle donne che hanno un figlio e delle coppie che diventano genitori senza essere coniugati. E' l'istantanea scattata dall'Istat nel Rapporto 'Natalita' e fecondita' della popolazione residente: caratteristiche e tendenze recenti' diffuso ieri.
Entrando nel dettaglio, si scopre che nel 2008 sono stati registrati 576.659 bambini, circa 13 mila in piu' rispetto all'anno precedente (563.933) con una media di 1,42 figlio per donna. I bimbi nascono soprattutto da mamme 40enni, aumenta il numero di quelli avuti da genitori non sposati, le donne straniere hanno in genere due figli ciascuna. Ed e' proprio grazie a questa dinamica fra gli immigrati che il saldo e' lievemente positivo.
Dati in linea con la ripresa avviatasi a partire dalla seconda meta' degli anni '90 - si legge nel rapporto - dopo 30 anni di calo e il minimo storico delle nascite (526.064 nati) e della fecondita' (1,19 figli per donna) registrato nel 1995.
L'ammontare dei nati del 2008, sottolinea l'Istat, potrebbe rappresentare un massimo relativo, cioe' un picco difficilmente superabile nei prossimi anni, date le attuali caratteristiche e i comportamenti riproduttivi della popolazione femminile in eta' feconda (le stime per il 2009, ad esempio, sono inferiori di circa 7 mila nati ). Continua dunque 'l'invecchiamento' delle mamme: il 5,7% dei nati ha una madre con almeno 40 anni (si e' passati dai 12.383 nati nel 1995 ai 32.578 nel 2008), mentre prosegue la diminuzione dei nati da madri di eta' inferiore a 25 anni (poco piu' di 64 mila nel 2008, l'11,1% del totale). Le mamme piu' giovani sono al Sud, dove la proporzione di nascite da madri italiane al di sotto dei 25 anni e' in media del 12,4% (il 16,5% in Sicilia), mentre quelle con piu' di 40 anni sono mediamente il 4,6%. Le donne della Sardegna e della Liguria sono quelle che hanno figli in eta' piu' avanzata: la percentuale dei nati da madri ultraquarantenni raggiunge infatti rispettivamente l'8,6% e l'8,1%.
Diminuiscono le nascite da madri minorenni, pari a 2.514 nel 2008, un valore inferiore di circa un quarto rispetto a quello registrato nel 1995 (3.142 unita'). Il fenomeno e' trascurabile al Nord mentre presenta percenutali maggiori al Sud. A questo proposito, considerando solo le madri italiane il valore scende a 2.074 nati (0,43% del totale). Prosegue poi la crescita dei nati da genitori non coniugati: dall'8,1% del 1995 al 19,6% del 2008 (oltre 102 mila nati).
Nel Centro-nord, in particolare, i nati da genitori non coniugati sono poco meno di uno su quattro. Si conferma anche l'aumento dei nati da coppie di genitori stranieri: nel 2008 sono stati oltre 72 mila, pari al 12,6% del totale dei nati. Se a questi si sommano anche i nati italiani da coppie miste si sfiora "quota 100.000" nati da almeno un genitore straniero (il 16,7% del totale). Nel 2008, hanno avuto piu' bambini le cittadine straniere residenti in Italia con una media di 2,31 figli per donna. Un dato che segnala una diminuzione del fenomeno, per quanto riguarda le straniere, rispetto agli ultimi anni. Sono le regioni del Nord e, in misura minore, quelle del Centro a presentare valori percentuali di gran lunga superiori alla media nazionale, ovvero le aree del Paese con una tradizione migratoria piu' forte e con una presenza straniera piu' stabile e radicata.
Praticamente un nato su cinque tra gli iscritti in anagrafe per nascita e' di cittadinanza straniera in Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia; approssimativamente un nato su sei per i residenti in Piemonte, Umbria, Marche, Friuli, Toscana e nella provincia autonoma di Trento. Al contrario, in quasi tutte le regioni del Mezzogiorno la percentuale di nati stranieri e' decisamente piu' contenuta (di poco superiore al 3% al Sud e nelle Isole).I padri hanno in media 35,5 anni e le madri 32,5 quando i genitori sono italiani, mentre nel caso di genitori entrambi stranieri l'eta' media si abbassa di qualche anno (rispettivamente 33,9 anni per i padri e 28,6 per le madri) e si allarga il differenziale di eta' dei genitori fino a circa 5,3 anni. Il divario di eta' piu' ampio (oltre 7 anni) si riscontra, tuttavia, nella tipologia padre italiano e madre straniera; questa differenza e' dovuta al fatto che gli uomini italiani sono in questo caso piu' vecchi (38,1 anni in media), rispetto ai connazionali che hanno avuto un figlio con una donna italiana, mentre le madri straniere sono relativamente piu' giovani (30,9 anni di media). Si osserva un incremento della fecondita' delle donne italiane che risulta aumentata del 10,4% (da 1,19 a 1,32 figli per donna), mentre l'incremento della fecondita' osservato per il complesso delle donne residenti e' pari a circa il doppio (+18,7%, da 1,19 a 1,42 figli per donna).Si puo' affermare pero' che la recente ripresa dei livelli di fecondita' e' dovuta per il 44,6% alle nascite da madri straniere. Il rimanente aumento e' verosimilmente il risultato del recupero della posticipazione della maternita' da parte delle generazioni di donne italiane nate tra la seconda meta' degli anni '60 e i primi anni '70. Le cittadine straniere, al contrario, hanno un calendario della fecondita' decisamente piu' anticipato: l'eta' media delle donne alla nascita dei figli e' di 27,9 anni.
Tra il 1995 e il 2008, nelle regioni del Centro e del Nord si osservano incrementi compresi tra l'11% del Trentino-Alto Adige e il 30% della Lombardia. Un caso a parte e' quello dell'Emilia-Romagna, regione che a meta' degli anni novanta mostrava i livelli di fecondita' in assoluto piu' bassi e che ora registra oltre il 50% di nati in piu'.
Nelle regioni del Sud, al contrario, tra il 1995 e il 2008 si osserva una riduzione delle nascite compresa tra il 5% della Sardegna e il 21% della Basilicata, con una significativa inversione di tendenza in Abruzzo, che, dopo vari anni, sperimenta una prima variazione positiva superiore al 4%. In sostanza, rileva l'Istat, continua il recupero delle nascite precedentemente rinviate da parte delle donne di cittadinanza italiana attualmente piu' che trentenni; aumenta la presenza straniera piu' stabile e radicata e, conseguentemente, anche i nati stranieri o con almeno un genitore straniero; si vanno affermando nuovi modelli familiari: coppie miste, coppie non coniugate.
Entrando nel dettaglio, si scopre che nel 2008 sono stati registrati 576.659 bambini, circa 13 mila in piu' rispetto all'anno precedente (563.933) con una media di 1,42 figlio per donna. I bimbi nascono soprattutto da mamme 40enni, aumenta il numero di quelli avuti da genitori non sposati, le donne straniere hanno in genere due figli ciascuna. Ed e' proprio grazie a questa dinamica fra gli immigrati che il saldo e' lievemente positivo.
Dati in linea con la ripresa avviatasi a partire dalla seconda meta' degli anni '90 - si legge nel rapporto - dopo 30 anni di calo e il minimo storico delle nascite (526.064 nati) e della fecondita' (1,19 figli per donna) registrato nel 1995.
L'ammontare dei nati del 2008, sottolinea l'Istat, potrebbe rappresentare un massimo relativo, cioe' un picco difficilmente superabile nei prossimi anni, date le attuali caratteristiche e i comportamenti riproduttivi della popolazione femminile in eta' feconda (le stime per il 2009, ad esempio, sono inferiori di circa 7 mila nati ). Continua dunque 'l'invecchiamento' delle mamme: il 5,7% dei nati ha una madre con almeno 40 anni (si e' passati dai 12.383 nati nel 1995 ai 32.578 nel 2008), mentre prosegue la diminuzione dei nati da madri di eta' inferiore a 25 anni (poco piu' di 64 mila nel 2008, l'11,1% del totale). Le mamme piu' giovani sono al Sud, dove la proporzione di nascite da madri italiane al di sotto dei 25 anni e' in media del 12,4% (il 16,5% in Sicilia), mentre quelle con piu' di 40 anni sono mediamente il 4,6%. Le donne della Sardegna e della Liguria sono quelle che hanno figli in eta' piu' avanzata: la percentuale dei nati da madri ultraquarantenni raggiunge infatti rispettivamente l'8,6% e l'8,1%.
Diminuiscono le nascite da madri minorenni, pari a 2.514 nel 2008, un valore inferiore di circa un quarto rispetto a quello registrato nel 1995 (3.142 unita'). Il fenomeno e' trascurabile al Nord mentre presenta percenutali maggiori al Sud. A questo proposito, considerando solo le madri italiane il valore scende a 2.074 nati (0,43% del totale). Prosegue poi la crescita dei nati da genitori non coniugati: dall'8,1% del 1995 al 19,6% del 2008 (oltre 102 mila nati).
Nel Centro-nord, in particolare, i nati da genitori non coniugati sono poco meno di uno su quattro. Si conferma anche l'aumento dei nati da coppie di genitori stranieri: nel 2008 sono stati oltre 72 mila, pari al 12,6% del totale dei nati. Se a questi si sommano anche i nati italiani da coppie miste si sfiora "quota 100.000" nati da almeno un genitore straniero (il 16,7% del totale). Nel 2008, hanno avuto piu' bambini le cittadine straniere residenti in Italia con una media di 2,31 figli per donna. Un dato che segnala una diminuzione del fenomeno, per quanto riguarda le straniere, rispetto agli ultimi anni. Sono le regioni del Nord e, in misura minore, quelle del Centro a presentare valori percentuali di gran lunga superiori alla media nazionale, ovvero le aree del Paese con una tradizione migratoria piu' forte e con una presenza straniera piu' stabile e radicata.
Praticamente un nato su cinque tra gli iscritti in anagrafe per nascita e' di cittadinanza straniera in Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia; approssimativamente un nato su sei per i residenti in Piemonte, Umbria, Marche, Friuli, Toscana e nella provincia autonoma di Trento. Al contrario, in quasi tutte le regioni del Mezzogiorno la percentuale di nati stranieri e' decisamente piu' contenuta (di poco superiore al 3% al Sud e nelle Isole).I padri hanno in media 35,5 anni e le madri 32,5 quando i genitori sono italiani, mentre nel caso di genitori entrambi stranieri l'eta' media si abbassa di qualche anno (rispettivamente 33,9 anni per i padri e 28,6 per le madri) e si allarga il differenziale di eta' dei genitori fino a circa 5,3 anni. Il divario di eta' piu' ampio (oltre 7 anni) si riscontra, tuttavia, nella tipologia padre italiano e madre straniera; questa differenza e' dovuta al fatto che gli uomini italiani sono in questo caso piu' vecchi (38,1 anni in media), rispetto ai connazionali che hanno avuto un figlio con una donna italiana, mentre le madri straniere sono relativamente piu' giovani (30,9 anni di media). Si osserva un incremento della fecondita' delle donne italiane che risulta aumentata del 10,4% (da 1,19 a 1,32 figli per donna), mentre l'incremento della fecondita' osservato per il complesso delle donne residenti e' pari a circa il doppio (+18,7%, da 1,19 a 1,42 figli per donna).Si puo' affermare pero' che la recente ripresa dei livelli di fecondita' e' dovuta per il 44,6% alle nascite da madri straniere. Il rimanente aumento e' verosimilmente il risultato del recupero della posticipazione della maternita' da parte delle generazioni di donne italiane nate tra la seconda meta' degli anni '60 e i primi anni '70. Le cittadine straniere, al contrario, hanno un calendario della fecondita' decisamente piu' anticipato: l'eta' media delle donne alla nascita dei figli e' di 27,9 anni.
Tra il 1995 e il 2008, nelle regioni del Centro e del Nord si osservano incrementi compresi tra l'11% del Trentino-Alto Adige e il 30% della Lombardia. Un caso a parte e' quello dell'Emilia-Romagna, regione che a meta' degli anni novanta mostrava i livelli di fecondita' in assoluto piu' bassi e che ora registra oltre il 50% di nati in piu'.
Nelle regioni del Sud, al contrario, tra il 1995 e il 2008 si osserva una riduzione delle nascite compresa tra il 5% della Sardegna e il 21% della Basilicata, con una significativa inversione di tendenza in Abruzzo, che, dopo vari anni, sperimenta una prima variazione positiva superiore al 4%. In sostanza, rileva l'Istat, continua il recupero delle nascite precedentemente rinviate da parte delle donne di cittadinanza italiana attualmente piu' che trentenni; aumenta la presenza straniera piu' stabile e radicata e, conseguentemente, anche i nati stranieri o con almeno un genitore straniero; si vanno affermando nuovi modelli familiari: coppie miste, coppie non coniugate.
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