Istat: aumentano redditi e consumi, si riduce risparmio
Nel secondo trimestre, la ripresa congiunturale dei consumi si è accompagnata a un aumento del reddito disponibile (+1,5%) e a una significativa riduzione della propensione al risparmio che ha raggiunto il 9,3% (-2,3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente), un livello tuttavia ancora superiore a quello pre-crisi. Lo rileva l'Istat nella Nota mensile sull'andamento dell'economia italiana di settembre sottolineando che il potere di acquisto ha segnato una marginale riduzione (-0,1%) . Le revisioni dei conti nazionali annuali e trimestrali hanno confermato il profilo congiunturale del Pil per l'anno corrente: al moderato aumento congiunturale del primo trimestre (+0,1%) è seguita una crescita più marcata nei tre mesi successivi (+1,1%). A settembre, l'inflazione ha continuato ad accelerare. In base alla stima preliminare, la variazione tendenziale dell'indice per l'intera collettività (NIC) è stata pari all'8,9% (+8,4% il mese precedente). Anche l'inflazione acquisita per il 2022 è aumentata sia per l'indice generale (7,1% a settembre da 7% a agosto) sia per quello al netto degli energetici (3,9% a settembre da 3,8% a agosto), confermando la diffusione del fenomeno inflativo soprattutto tra i beni alimentari e gli altri beni di consumo. Le vendite al dettaglio - si legge - forniscono segnali altalenanti sul possibile proseguimento della fase di ripresa dei consumi: all'aumento congiunturale dei volumi registrato a luglio (+0,9%) si è contrapposta la flessione di agosto (-1,1%). Ad agosto proseguono i segnali di flessione dell'occupazione ancora associati a una riduzione dei disoccupati e un aumento dell'inattività. Gli occupati sono diminuiti rispetto a luglio (-0,3%, -74mila unità) mentre sono aumentati gli inattivi (+0,7%, 91mila unità) e si sono ridotti ulteriormente i disoccupati (-1,6%, -31mila unità). Il tasso di disoccupazione è sceso ulteriormente, attestandosi al 7,8% (-0,1 punti decimali). (ANSA).
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